I sindaci: «Le nostre multe oggi sono armi spuntate»

Galeano (Preganziol): «Inutili anche i fogli di via, vengono annullati dai ricorsi» Serena (Villorba): «Confinarle in una zona, ma serve collaborazione tra i Comuni»

Erano state salutate come l'arma più potente in mano ai sindaci per combattere la prostituzione sulle strade. E così è ancora. Solo che le ordinanze per multare i clienti delle prostitute, e esse stesse quando vestite in modo troppo succinto, restano armi spuntate. Per nulla efficaci anche quando tradotte nel regolamento di polizia urbana e in questo modo rese in vigore perennemente. Ad affermarlo sono proprio alcuni dei sindaci che ogni giorno devono vedersela con la prostituzione e che hanno testato sulle strade del sesso l’efficacia delle sanzioni. «Le multe non servono a niente», chiarisce Marco Della Pietra, primo cittadino di Spresiano. «Meglio farle che non farle, ma non è così che si lotta contro questo problema. Ogni dieci multe che stacchiamo ai clienti delle prostitute, nove fanno ricorso e vincono, vedendosi annullare la multa».

Il perché è presto detto. I regolamenti, seppure con alcuni varianti, adottati in tutti i Comuni che si affacciano su Pontebbbana e Terraglio, vietano anche solo la contrattazione della prestazione sessuale, arrivando a sanzionare i clienti con 500 euro di multa. «Però se i vigili fermano un cliente che parla con una prostituta, basta che dica che sta chiedendo un’informazione. Se li trovi durante l'atto sessuale, cosa tra l’altro non frequente e semplice, basta dire che non hanno pagato», prosegue Della Pietra. Quindi che fare? «Continuare con pattuglie costanti per scoraggiare il fenomeno, ma la risposta vera può arrivare solo dalle legge. O si riaprono le case chiuse o si stabilisce che la prostituzione è un reato».

Anche Paolo Galeano, sindaco di Preganziol, definisce le multe «un palliativo». E aggiunge che anche le retate di polizia e carabinieri hanno effetti temporanei. «Qualche mese fa sono state fatti due grossi blitz sul Terraglio, e i pattugliamenti delle forze dell’ordine si sono intensificati. Il risultato è che in alcune aree, davanti all’ex Mille Lire e davanti al municipio, per alcuni mesi le prostitute non sono più venute. Ora stanno già tornando», spiega Galeano. E anche i fogli di via stanno perdendo efficacia. Le pattuglie della polizia e dei carabinieri avevano proprio questo primo obiettivo, impartire fogli di via alle prostitute. «È bastato che una facesse ricorso e vincesse alcuni mesi fa, perché il provvedimento perdesse di efficacia», prosegue Galeano.

Anche a Mogliano si continuano a staccare multe, cinque negli ultimi 15 giorni, ma il fenomeno non accenna a diminuire. «Stiamo lavorano in coordinamento con la Questura, le pattuglie hanno una carta efficacia, disincentivano il fenomeno», sostiene il sindaco di Mogliano Carola Arena. A Villorba invece Marco Serena pensa a un altro modo quanto meno per controllare il fenomeno, lo zoning, già avviato a Mestre e a Vicenza. «Si tratta di spingere le prostitute in una determinata area, lontano da zone residenziali. In questo modo si riesce ad avere un controllo sul fenomeno», spiega Serena. «Ma è necessario che vi collaborino tutti i Comuni di Pontebbana e Terraglio». E qui arrivano già le prime note dolenti. Nessuno dei tre colleghi è disposto ad avviare lo zoning. «A Vicenza ha funzionato, ma in una situazione diversa. Io a Preganziol non ho grandi zone industriali, ne ho solo una piccola e vicina alle case», dice Galeano; stessa tesi per Arena, «sul Terraglio è inutile non ci son zone adatte».(f.c.)

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