La Rievocazione non ha futuro

ODERZO. A Oderzo sindaco nuovo, manifestazioni nuove. L'edizione 2016 della Rievocazione storica è stata anche l'ultima, per la controversa rievocazione, almeno nelle forme e nei modi voluti dall'ex sindaco Pietro dalla Libera, ormai 10 anni fa. Maria Scardellato, eletta sindaco di Oderzo, ha le idee chiare sulle feste opitergine: «Per quest'estate portiamo avanti ciò che è già programmato ma il prossimo anno ci saranno programmi nuovi». Resterà di sicuro la 27esima edizione dell'Opera in Piazza, ma per la Rievocazione old style il tempo può dirsi scaduto. Nonostante l'evento avesse ottenuto anche il patrocinio del Senato e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed abbia avuto tanti volontari per la sua realizzazione, è sempre stato visto come una festa di parte. E quest'anno, forse oscurata dalle elezioni amministrative in corso e dal tempo piovoso, la Rievocazione storica non ha avuto grandissima affluenza di spettatori. Da dieci anni fra maggio e giugno a Oderzo si riproponevano i temi legati alla storia antica di Oderzo. Incensata dai sostenitori, criticata dagli scettici, la Rievocazione è andata avanti, dapprima biennale, poi fatta ogni anno. Fra gli scettici Nerio De Carlo, che non ha mai lesinato critiche sul valore storico dell'evento: «La rievocazione storica di Opitergium? Un falso storico, a quantomeno una moderna forzatura». L'opinione è di Nerio De Carlo, scrittore, germanista, e poeta.Da sempre veniva inculcata nella gente della città, l'idea di un'ascendenza capitolina tanto improbabile quanto ridicola. Cosa ci sia da vantarsi per tale eventualità, non si capisce. Ci vorrebbe una vaccinazione anticaricaturale perché, specialmente fra il II secolo a.c. e l'avvento del Principato, il potere romano fu sanguinario. Cesare, come tutti i vincitori, si scrisse la propria storia. Gli storici lo accusano di genocidio per come si comportò in Gallia, dove secondo Plinio il Vecchio, provocò un milione di morti. Comprese le vittime del genocidio dei Veneti di Bretagna». Ma il prossimo anno, si cambia.
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