Troppa pioggia: quest'anno niente Prosecco “biologico

I viticoltori aumentano l’uso di fitofarmaci per salvare l’uva. Sarà una vendemmia posticipata, +3 per cento rispetto al 2015
I vigneti del Prosecco
I vigneti del Prosecco

CONEGLIANO. Rinunciano al biologico per salvare il raccolto. Una primavera molto piovosa, con la zona del Conegliano Valdobbiadene regina “bagnata” della Provincia (1.004 millimetri caduti da ottobre, 15 giorni di pioggia nei primi 20 di giugno), ha costretto i viticoltori ha rinunciare ai prodotti più ecosostenibili per mettere mano ai fitofarmaci tradizionali, contro gli attacchi parassitari generati dalle cattive condizioni climatiche.

Sono aumentati anche i trattamenti: otto quelli già effettuati in vigneto, contro i cinque dell’anno scorso, con una proiezione finale di 15 contro gli 11 del 2015 (pareggiando così il numero di irrorazioni del 2014, annus horribilis per la viticoltura). Grazie (anche) alla chimica, e rinunciando al biologico, il Prosecco e le altre varietà venete riusciranno comunque a ritoccare verso l’alto la produzione della prossima vendemmia, che le prime stime (presentate ieri al Cirve di Conegliano da Regione e Veneto Agricoltura) danno in crescita del 3-4 per cento, con un inizio un po’ ritardato rispetto agli ultimi anni (i primi grappoli di Pinot Grigio saranno raccolti il 25 agosto).

Il convegno di mercoledì a Conegliano
Il convegno di mercoledì a Conegliano

Mercoledì a Conegliano, davanti a una platea di un centinaio di addetti ai lavori, è stato Patrick Marcuzzo del Cra-Vit a svelare le prime anticipazioni sulla prossima vendemmia. Stime ancora difficili visto che mancano diverse settimane, e l’andamento climatico è quanto mai incerto. Se l’estate non riserverà piogge torrenziali, è lecito attendersi un più 5 per cento di produzione rispetto al 2015 per lo Chardonnay, un più 10 per cento per il Merlot, un più 5 per cento per il Pinot Grigio.

E il Prosecco? La Docg Conegliano Valdobbiadene dovrebbe assestarsi su un più 3 per cento, la Docg Asolo restare sostanzialmente invariata, la Doc del Trevigiano e Veneziano aumentare di un 3-4 per cento. Crescita indispensabile per far fronte alla pressante richiesta dei mercati internazionali, che non possono permettersi un’annata storta dal punto di vista climatico. Ecco perché in molti casi, spiega il tecnico della Docg Conegliano Valdobbiadene Filippo Taglietti, i viticoltori hanno rinunciato al biologico: «Convertire la denominazione al bio può essere un obiettivo nel medio termine, ma oggi non ci sono gli strumenti per farlo. In questa stagione c’è chi è uscito dal biologico: nel caso della flavescenza dorata, una malattia epidemica, i prodotti a marchio bio sono insufficienti, perché fotolabili. Con il sole svanisce il loro effetto. Chi ha trattato solo in modo biologico ha messo a repentaglio la sua vigna, e quelle vicine, perché gli insetti dannosi, il cui focolaio è tra i filari bio, rischiano di proliferare».

Più trattamenti, quindi, e più impattanti: la rivoluzione green auspicata anche dal prefetto negli “Stati Generali” del Prosecco, è ancora lontana. Non solo il Prosecco, ma tutto il mondo enologico è “condannato” a crescere per volere dei mercati.

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