Borgo Teson, torna l’ipotesi dei profughi Il sindaco: «Pronti ad alzare la guardia»

CISON DI VALMARINO. Il nuovo bando della Prefettura «per l'affidamento del servizio di accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti asilo» alimenta nuove polemiche sull'ipotesi che al Borgo Teson (in foto), l'ex ristorante di Soller di proprietà privata, possa arrivare un numero consistente di immigrati, nonostante il parere fortemente contrario della popolazione. Dopo l'alzata di scudi di amministrazioni locali e cittadini nello scorso mese di gennaio, i proprietari del Borgo non avevano presentato alcuna offerta in Prefettura, e i contrari all'arrivo dei profughi avevano salutato la notizia come una vittoria. Ora, però, tutto potrebbe cambiare di nuovo: l'impressione è che i proprietari, che continuano a mantenere le bocche cucite anche con i sindaci che hanno cercato di interpellarli, vogliano partecipare con un progetto ridimensionato rispetto a quello originale. Se nei mesi scorsi si vociferava di 80 profughi ospitati al Borgo, oggi quella cifra potrebbe essere decisamente più contenuta. «Purtroppo non abbiamo rapporti col proprietario, non risponde alle nostre telefonate» spiega il sindaco di Cison, Cristina Pin «sapevamo della possibilità che partecipasse con numeri inferiori rispetto a gennaio, la volta scorsa ha deciso di non farlo, ma noi non abbiamo abbassato la guardia. Quello che potevamo fare per scongiurare l'ipotesi di 80 migranti al Borgo lo abbiamo fatto, ora non ci resta che attendere». Nelle scorse settimane anche la Regione Veneto era intervenuta sulla questione, alzando le barricate contro la possibilità ventilata dal primo cittadino. A Soller, il paese di un centinaio di abitanti in cui si trova il complesso del Borgo, esiste un comitato contro l'arrivo dei profughi che ora è pronto a rialzare la voce, dopo la marcia di protesta dello scorso gennaio. Le amministrazioni comunali dei dintorni, Cison in testa, sembrano invece più "morbide" sull'ipotesi di accoglienza diffusa ventilata dal Prefetto Laura Lega: pochi immigrati in tanti Comuni. (a.d.p.)
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