Treviso: è emergenza nutrie, ora anche i vigili potranno sparare

TREVISO. Anche i vigili urbani potranno sparare alle nutrie. Ovviamente non se le incrociano in piazza dei Signori o in altri punti della città altamente urbanizzati. Ma se le trovano nei campi sì. È una delle novità contenute nel progetto di legge regionale che martedì prossimo andra in consiglio regionale per l’approvazione. E che, dopo i soliti passaggi burocratici, in autunno diventerà pienamente operativo. Autore del disegno di legge, il consigliere regionale della Lega Gianpiero Possamai, che intende così «bloccare il proliferare indiscriminato delle nutrie». Una iniziativa approvata a larga maggioranza dalla terza commissione, e che «propone il diretto coinvolgimento delle Province, che, in collaborazione con i Comuni, avranno il compito di predisporre i piani di contenimento delle nutrie e organizzare le modalità di raccolta e lo smaltimento delle carcasse», mentre la Regione dovrà sovrintendere e verificare l’efficacia degli interventi contro il vorace roditore che, accoppiandosi tutto l’anno, in Veneto conta ormai diverse centinaia di migliaia di esemplari, dannosissimi per l’agricoltura. E non solo.
«L’abbattimento degli esemplari», dice Possamai, «potrà avvenire, previa l’autorizzazione delle Province e dopo un corso di formazione, da parte degli agenti di polizia provinciale, polizia locale, guardie volontarie venatorie, operatori di vigilanza idraulica, cacciatori ma anche da parte dei proprietari dei fondi agricoli, purché in possesso di porto d’armi. Il progetto di legge prevede che la lotta alle nutrie avvenga secondo le modalità disciplinate dai piani provinciali di contenimento e con metodi di controllo selettivo quali le armi comuni da sparo, la gassificazione controllata, la sterilizzazione controllata, la cattura con trappola e successivo abbattimento. La nutria è una calamità», per i danni che produce soprattutto agli argini dei fiumi e dei corsi d’acqua, e porta la leptospirosi. Ma il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro è scettico: «È una emergenza difficile da gestire anche per la mancanza di fondi per la costosa eliminazione delle carcasse».
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