No alla torre da 11 piani Al suo posto mini palazzi

MONTEBELLUNA. Nonostante la crisi del mattone in città si costruisce, ma niente torre di 11 piani che sarebbe diventata l'edificio più alto della città. La giunta infatti approvato la delibera che adotta la variante al piano particolareggiato n. 1 che riduce di 30mila metri cubi l'edificazione cancellando in pratica la torre di 11 piani che sarebbe stato l'Empire State Building in salsa montebellunese. La zona interessata è quella di piazza Buzzati, dove si trovano l'Agenzia delle Entrate, la sede della Cisl, quella dell'Ascom. L'intervento interessa l'area a ovest degli attuali complessi. A intervenire è la Diva, immobiliare di Dino De Longhi. Lì il vecchio piano regolatore prevedeva, tra le altre cose, appunto una torre di 11 piani, più o meno 40 metri di altezza, con un polo commerciale al piano terra. Ebbene tale torre non sarà più costruita. Al suo posto edifici ad altezza più modesta destinati soprattutto alla residenza. È il frutto di un accordo raggiunto tra l'amministrazione comunale e Dino De Longhi, la cui trattativa è andata avanti a lungo e ha trovato la sua formalizzazione nella delibera di giunta approvata lunedì scorso che ha adottato la variante urbanistica. «È stato un confronto serrato, ma che ha portato a un risultato importante e di ciò ringrazio gli uffici tecnici e Dino De Longhi - dice il sindaco Marzio Favero - Il centro di Montebelluna, per la sua configurazione paesaggistica, non aveva bisogno di una torre che ne modificasse lo skyline e l'obiettivo della riqualificazione del centro, anche per restituirgli la funzione di emporio commerciale storico, mal si conciliava con l'eventuale realizzazione di un polo commerciale a suo ridosso, peraltro in un contesto viario che non ha bisogno di ulteriori elementi di pressione. Alla fine è prevalso un giudizio razionale legato anche ad un'analisi sulle reali esigenze di mercato che ha portato la riduzione di oltre la metà del volume edificatorio concesso. La vera rivoluzione, anche concettuale, è che tale volume viene definitivamente eliminato invece che essere trasformato in credito edilizio da essere scaricato in qualche altra parte. Ora c'è spazio solo per un'edilizia di qualità. Al posto della torre nascerà un quartiere con palazzine e abitazioni di due, massimo tre piani, in linea col piano degli interventi e con la sostenibilità ambientale».
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








