Misterioso virus tropicale uccide un cuoco di 49 anni

SAN PIETRO DI FELETTO. Un misterioso e rarissimo virus, forse di origine tropicale, ha strappato all'affetto dei suoi cari Gabriele Botteon, 49 anni, cuoco e ristoratore attivo a Bologna ma originario di San Pietro di Feletto, dove abitano ancora i suoi familiari. La notizia ha scosso tutto il Felettano, dove la famiglia è molto conosciuta: Gabriele era cugino dell'ex sindaco di San Pietro, Maria Assunta Botteon, e del presidente dell'A.C. Feletto, Cristiano Botteon. In pochi, nel paese, sapevano della difficile prova che Gabriele stava affrontando da circa due anni, e la famiglia ha sempre mantenuto un profilo riservato, nel rispetto della volontà dell'uomo. Botteon è mancato lo scorso 7 marzo ma, anche in questo caso per rispettare le sue ultime volontà, le esequie si terranno soltanto oggi, a cremazione avvenuta, alle 15.30 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria; quindi riposerà assieme a papà Fernando nel vicino cimitero.
Lo sfortunato ristoratore di Santa Maria si è accorto quasi per caso della malattia che lo ha lentamente strappato alla vita. Un anno e mezzo fa, quella che doveva essere una spensierata vacanza si è trasformata nel campanello d'allarme di qualcosa che non funzionava. Botteon ha manifestato i primi sintomi del virus che aveva contratto appena dopo essere arrivato nel paradiso tropicale che aveva scelto come luogo di riposo, tanto che la vacanza è stata bruscamente interrotta. Prima un fastidio alla gamba, poi l'impossibilità di muoversi, quindi il rientro in fretta in Italia, e il lungo calvario all'ospedale di Imola, dove è stata accertata la natura virale dei problemi che lo stavano tormentando. Dopo che da giovane aveva studiato a Falcade, Gabriele Botteon si era appassionato al settore della ristorazione, ed era avviato a una brillante carriera come gestore di ristoranti biologici e vegetariani.
A Bologna, dopo tanti anni di esperienza, aveva aperto un ristorante della catena biologica Naturasì, assieme a un socio, provando a rivoluzionarne la concezione, e cioè aprendolo anche a mezzogiorno a prezzi contenuti per operai e impiegati delle aziende vicine, in modo da avvicinare all'arte del mangiar sano anche chi, di solito, è costretto a spuntini veloci. Quella per la cucina era una passione, prima che un lavoro, tanto che Gabriele collaborava a una testata locale dell'Emilia Romagna, "La Città Online", scrivendo articoli sul tema della corretta alimentazione.
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