Il nodo Actt Servizi: conti, bus e palazzi

Nata nel 2011 è la causa della rottura in Comune. Senza dipendenti, ha un patrimonio da milioni

Per Maristella Caldato è la società carrozzone da dismettere, per la maggioranza invece l’azienda da mantenere e potenziare. Possibili due vedute così diverse su una stessa azienda: Actt Servizi?

La società è nata nel 2011 quando l’amministrazione decise – in vista dell’azienda unica di trasporto – di dividere l’attività di trasporto pubblico dalla partita immobiliare al tempo concentrate in Actt. Nacque così la “Servizi”, cui l’amministrazione (71% delle quote) e gli altri comuni partecipanti decisero di affidare il complesso di Via Polveriera, le officine di via Castellana e la biglietteria di Piazzale Duca d’Aosta; valore stimato tra i 7 e i 13 milioni di euro. Ed è su questi immobili che oggi Actt Servizi vive, incassando affitti da Mom, l’azienda di trasporti provinciale che li ha occupati inglobando la vecchia Actt.

L’incasso è di circa 564mila euro che vengono consumati in ammortamenti, leasing e ripianamento della fallimentare operazione Miani Park. Cosa rimane in cassa? Circa 20 mila euro tolto anche lo stipendio dell’amministratore unico Francesca Volpato, nominata da Manildo. Costi di personale non ci sono perchè la Servizi non ha dipendenti, gli oneri di ufficio e gestione vengono coperti da Mom a seconda delle necessità. La proprietà e il valore degli immobili sono però solo una delle partite chiave che guidano le scelte su Actt Servizi, a questa si aggiunge infatti il nodo “partecipazioni”. La Servizi infatti detiene il 100% della Miani park, il 34% di Trevisosta, l’11% di Fap Autoservizi (11,71%), il 5% della società Parcheggio Piazza della Vittoria.

Obiettivo della Servizi? Attività di scuolabus che già esercita per alcuni comuni dell’hinterland con mezzi del parco Mom avendo però perso la gara su Treviso, Breda, San Biagio, Monastier. Serve? La Caldato ritiene sia «un’appendice inutile e costosa», e visti i numeri di bilancio vada dismessa e che mantenerla rappresenti un possibile un danno erariale (di qui l’esposto), la maggioranza ritiene invece che la consigliereaabbia preso un «incredibile abbaglio». La verità sta tutta nella valutazione dei passaggi. Per dismettere occorre vendere gli immobili o cederli a Mom in cambio di maggiori quote, o tenerli liquidando i soci e gestendo sia gli incassi che gli oneri. Sarebbe una perdita, un vantaggio? Ma dismettere impone di chiudere anche le partecipazioni della Servizi: che fare del Miani park? E di quel 5% di Park Vittoria srl con cui l’amministrazione ora sta tentando di spostare il progetto altrove? (f.d.w.)

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