Scafista arrestato e subito scarcerato Zaia attacca il Governo: "fallimento"

Il presidente del Veneto sul caso scoperto dalla Tribuna di Treviso: "I giudici devono avere tutte le carte degli immigrati fermati"
l'arresto di uno scafista e Luca Zaia
l'arresto di uno scafista e Luca Zaia

TREVISO. "Il magistrato di Treviso ha diritto di ricevere dal collega siciliano tutti gli atti nella loro completezza. La vicenda è la conferma (se ancora ce ne fosse stato bisogno) del fallimento totale del sistema di accoglienza predisposto da questo Governo, che riempie alberghi, caserme, appartamenti, di fantasmi senza nome nè storia. Un Governo che impiega anche 18 mesi per identificare gli immigrati, senza riuscire a distinguere chi ha diritto e chi no, a una accoglienza".

Scafista nascosto alla Caritas: arrestato e subito rilasciato
Un barcone carico di migranti in un'immagine d'archivio. ''I trafficanti di migranti irregolari si stanno riorganizzando e scelgono nuove rotte e nuove modalita' di arrivo nel nostro paese per aggirare le norme''. Lo dice oggi Oliviero Forti, responsabile nazionale immigrazione della Caritas. ''L' immigrazione e tutte le tematiche che, come la cittadinanza, riguardano questa materia - ribadisce Forti riferendosi alle polemiche sui giornali di questi giorni - creano forti tensioni politiche e rischiano di essere oggetto di strumentalizzazioni''. ANSA

Così il presidente del Veneto Luca Zaia, commentando la notizia svelata dalla Tribuna di Treviso per cui uno scafista, ospitato a Treviso in una struttura Caritas e arrestato una settimana fa, sarebbe stato subito liberato dal giudice per incompletezza degli atti inviati nella Marca dalla Dda di Palermo che ne aveva disposto il fermo.

"Servono leggi chiare, semplici, che consentano a magistrati inquirenti di agire in fretta, senza incertezze o  interpretazioni contro chi approfitta dell'ospitalità offerta per altri obiettivi - dichiara Zaia -. Non va più tollerata alcuna discrezionalità che spalanchi le porte a chi non ha altro scopo se non finire nelle file del lavoro illegale, della criminalità o, peggio, fra chi progetta atti terroristici".

Zaia poi cita Mattarella, che ha detto di accogliere "chi ne ha davvero diritto", rimpatriando celermente chi qua solo per cercare fortuna o essere reclutato dalla malavita. "E non dopo 18 mesi e una infinita serie di ricorsi contro l'espulsione". 

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