Il blocco non ferma le auto

Colpa di chi ha detto “chissenefrega”, o di chi ha pensato che non servissero i controlli? A voi la decisione. Fatto sta che la domenica ecologica di ieri non ha funzionato. Ai tanti trevigiani che - va dato merito - hanno risposto all’ordinanza montando in bici, salendo in bus o facendo passeggiate, ha fatto da contraltare il gran numero di auto in circolazione in città, dalla mattina fino alla sera, in un crescendo di traffico che non è stato certo caotico, ma ben lungi da quello che ci si sarebbe aspettati da una giornata di blocco della circolazione.
Le prime ore. Le transenne sono state posizionate ai principali punti di accesso al territorio comunale alle prime ore del giorno. Alle 9, ora del blocco, tutto era pronto, mancavano soltanto vigili, volontari, sentinelle a custodire i “varchi” o verificare le autocertificazioni compilate da quanti dovevano muoversi di necessità... per non parlare delle auto ibride (uniche ammesse liberamente in circolazione). Di auto, in giro, poche. Ma solo fino alle 11.
Un via vai. Esemplare, per dare l’idea delle “riuscita” del blocco, è stato il parcheggio dell’iper Pam alle Stiore, pieno di auto che andavano e venivano tra sacchetti della spesa e carrelli. Tutti autocertificati? Chi può dirlo. Macchine in corsa in Strada Ovest, sul Put, in Feltrina. La tangenziale? Tanti bellamente uscivano a San Giuseppe, sul Terraglio, verso Sant’Antonino aggirando le transenne. Tutti autocertificati? Chi può dirlo.
Caccia alla pattuglia, le multe impossibili. Trova tu la pattuglia dei vigili a cui chiedere informazioni o fare lamentele. Con una decina di agenti in servizio lungo tutto l’arco della giornata, su un territorio di 55 chilometri quadrati, e per di più divisi in due turni, rintracciare la polizia locale era come cercare un ago in un pagliaio. E per loro, non era certo facile controllare (e magari multare) un’auto, vedendone passare altre. Così hanno optato per fare informazione.
Pomeriggio di fuoco e rabbia. Dopo pranzo, mentre molti si avvicinavano al centro a piedi, o approfittando dei bus gratis (molti zeppi di trevigiani), altri facevano altrettanto in auto. Tante auto in Feltrina (stadio di Monigo intasato), sul Terraglio, a Fiera, solo per citare alcune aree. Prova delle “tenuta” del blocco sono state le facce furiose di quanti passeggiando si vedevano superare dalle Auto in circolazione. Tutti autocertificati? Chi può dirlo. Intanto in rete e per strada fioccavano commenti. «Io non mi azzardo a prendere la macchina mentre circolano vetture di tutti i tipi soprattutto sul Put», dice una ragazza. «Ma che senso ha così?» impreca un signore indicando le auto che entrano in Corso del Popolo, «ho blocchi tutto davvero o no serve». «E io che mi sono pure premurata di fare l’autocertificazione per andare in ospedale» incalza una nostra lettrice scrivendoci su facebook.
Il Comune sotto tiro. «Questo sarebbe il blocco educativo di cui parlava l’assessore Franchin?», chiede il leghista Bepi Basso, «hanno dato un bell’esempio. Ca’Sugana ha sbagliato tutto: la scelta di fare una domenica ecologica l’ultimo finesettima prima della fine delle feste; la scelta di non revocare il blocco all’ultimo momento visto il tempo e le pm10 in calo da sabato; la decisione di fare un blocco senza controlli. Una farsa. Visto che non poteva gravare sui vigili, perchè la giunta non hanno messo alle transenne tutti i suoi consiglieri comunali o la pletora dei suoi consiglieri politici?». Duro anche Davide Acampora di Fratelli d’Italia: «Il blocco ha causato solo danni all'economia della città». Parla di «ennesimo autogol» della giunta che ha attuato «un provvedimento inutile al solo scopo dimostrativo, costringendo i cittadini a passare la domenica nei centri commerciali».
Bus affollati. Tanti hanno accolto di buon grado la proposta di muoversi con i bus dimostrando che l’abbinamento di una domenica ecologica con la gratuità del trasporto pubblico è una buona strategia. Peccato che tantissimi non siano riusciti a salire vista la folla dei viaggiatori e il numero ridotto di corse per l’orario festivo.
Il sindaco su facebook. In serata il post di Manildo su facebook: «Grazie a chi ha rispettato il blocco. Serve un cambio di mentalità. Noi, come amministrazione, continuiamo con il tavolo comune che abbiamo con gli altri sindaci della cintura, continuiamo a chiedere il coordinamento regionale».
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