Addio a Ettore Floriani, una vita per il ciclismo

Organizzava il Memorial per il figlio Cristiano scomparso a soli 16 anni Era compare di battesimo dell’iridato Maurizio Fondriest. Martedì i funerali

PIEVE DI SOLIGO. Lo zio dei ciclisti si è spento ieri mattina a 72 anni, dopo una lunga malattia. Due comunità e decine di amici in tutta Italia piangono oggi la scomparsa di Ettore Floriani, originario di Cison di Valmarino ma residente a Solighetto, ex titolare della vetreria Zeta Effe di Pieve, e fondatore del Memorial Cristiano Floriani, torneo di ciclismo per ragazzi in ricordo del figlio prematuramente scomparso. Le due ruote erano la sua passione: era grande amico del campione Maurizio Fondriest (di cui ha tenuto a battesimo la figlia Maria Vittoria), e il fratello di Renzo Floriani, giudice nazionale della Federciclismo. Ettore, conosciutissimo per il suo carattere istrionico e il suo umorismo in tutta la Vallata e il Quartier del Piave, lascia la figlia Francesca e la moglie Miranda Zago. Gli ultimi mesi sono stati un periodo di particolare sofferenza per lui, affetto in passato da una poliomielite che ha lasciato strascichi importanti. «Una malattia che gli ha sempre impedito di andare in bicicletta» ricorda la figlia Francesca «ma non di seguire il figlio Cristiano, che correva con la Società Ciclistica Solighetto». Un piccolo campioncino, secondo molti, che se la cavava bene anche nello sci, ma che un tragico destino ha strappato alla vita a soli 16 anni, nel dicembre 1988, a causa di un incidente dalla dinamica mai del tutto chiarita mentre in motorino andava a trovare la fidanzatina. «Da quel momento mio padre si è legato ancora di più al mondo del ciclismo, ha stretto amicizie con molti personaggi, e i ciclisti lo chiamavano tutti “zio”» ricorda Francesca. Da qui, l’istituzione del Memorial Floriani, che si corre ancora oggi e che ha visto la partecipazione dei più grandi campioni delle due ruote. Fra i tanti che hanno conosciuto Ettore Floriani, anche l’ex sindaco di Cison, Gildo Salton: «Ci si frequentava in gioventù, poi per molti anni assieme ad altri personaggi del paese abbiamo imbastito uno spettacolo di cabaret, che ha riempito i teatri locali. Uno spettacolo in cui raccontiamo in forma ironica gli aneddoti del paese. Quest’anno, purtroppo, Ettore non era già più in grado di partecipare, per problemi di salute. Lui aveva un grande spirito comico, era conosciutissimo per questo e per la sua passione per il ciclismo. Non era l’unica: da ragazzi, dopo le uscite serali ci trovavamo tutti a casa sua perché era l’unico che aveva i dischi di Gaber e Jannacci, di cui era un grande estimatore». I funerali sono in programma domani pomeriggio alle 15 a Solighetto. Stasera alle 19, sempre a Solighetto, il rosario.

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