L’ha investito e ucciso, torna libera

Federica Dametto è tornata libera. Il giudice delle indagini preliminari Silvio Maras ha disposto per lei solo l’obbligo di dimora, nel comune in cui risiede a Casier, togliendo la misura di custodia cautelare dei domiciliari.
La riserva è stata sciolta ieri mattina, accogliendo l’istanza dell’avvocato della donna Piergiorgio Oss, avanzata nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto che si è tenuta lunedì mattina al tribunale di Treviso. La barista di 37 anni è accusata di aver investito e ucciso Enrico Scarabello, suo coetaneo residente a Carbonera. Dopo l’investimento, avvenuto la notte di giovedì scorso, secondo l’accusa, la donna si è data alla fuga. Oltre che per omicidio colposo e omissione di soccorso la 37enne è indagata per guida in stato d’ebbrezza: dopo l’arresto, in evidente stato confusionale, era stata condotta al Ca’ Foncello per gli esami di rito. Nel sangue le era stato riscontrato un tasso alcolemico 6 volte superiore ai limiti di legge.
Lunedì nel corso della convalida dell’arresto la donna ha risposto alle domande del giudice: una ricostruzione di quella notte frammentata e confusa, non ammette le sue responsabilità lasciando che giungano a conclusione le indagini degli inquirenti. Federica Dametto ha spiegato di non essersi resa conto della gravità di quanto accaduto. Ha aggiunto di essersi prima fermata e poi di aver parcheggiato nel primo spazio utile. Circostanza in parte confermata dalla 39enne Elisa Zanardo, moglie della vittima, che ha visto la Rover bianca dell'indagata falciare il marito. Si era fermata in via Cattaneo dove ha perso conoscenza e dove è stata ritrovata dalle forze dell'ordine che davano la caccia all'auto “pirata” che ha ucciso Enrico Scarabello. Le accuse mosse dalla procura nei confronti della donna sono pesantissime: rischia fino a 15 anni di carcere. (s.g.)
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