Marijuana nelle farmacie: basta la ricetta medica

In vendita un potente farmaco palliativo in grado di alleviare i dolori a persone affette da malattie gravi. I "pionieri" a Cavaso e Pieve di Soligo
Marijuana qui nella forma "classica"
Marijuana qui nella forma "classica"

TREVISO. La marijuana, da qualche settimana, è anche un farmaco che - su prescrizione medica - si può trovare in due farmacie della Marca: la Schiratti di Pieve di Soligo e la Pianezzola di Cavaso del Tomba. È un potente farmaco palliativo, in grado di alleviare i dolori da persone affette da tumori allo stadio terminale, acute cefalee, malattie degenerative come la sclerosi multipla.

Trovare la marijuana sugli scaffali della farmacia, come una qualsiasi medicina e con il nome commerciale "Bedrocan", è una rivoluzione resa possibile dal coraggio di Samuele Schiratti e Marco Pianezzola, i due giovani farmacisti che per primi ci hanno creduto e ora si stanno battendo perché anche i loro colleghi offrano lo stesso servizio. Le due storiche farmacie lo hanno fatto per convinzioni personali, fiducia nella scienza, sensibilità verso i loro clienti. In tanti ci stanno pensando, ma sono frenati da una burocrazia quasi impossibile e dalle complicazioni collegate alla somministrazione del Bedrocan: controlli rigidissimi, dosi personalizzate e soluzioni da preparare artigianalmente (pochi milligrammi di marijuana per ogni paziente).

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Chi ha già provato il Bedrocan sta meglio: la strada è segnata. «Ho visto amici soffrire di tumore, persone grigie in volto che prendono fiale di morfina e che sapevo non avrei più rivisto e ho pensato che questa cura palliativa serve. Ridà dignità alla persona». Per Samuele Schiratti, farmacista in pieno centro a Pieve di Soligo, è una battaglia di principio. La marijuana non cura, ma allevia il dolore e ha dimostrato di funzionare. È una droga? «Anche la morfina lo è, ma attenzione: il Bedrocan non è di libera vendita, ogni paziente deve arrivare con la prescrizione. Il medico dovrà valutare attentamente se, nella terapia del dolore, è il caso di assecondare la richiesta di chi ha davanti. Noi abbiamo iniziato così, con la richiesta di un medico specialista che aveva bisogno dell'appoggio di una farmacia».

Il dibattito è aperto, alcuni medici frenano: "letteratura" scientifica ancora insufficiente e dosaggi difficili, al momento meglio la morfina. Due pagine di servizio sulla Tribuna in edicola giovedì 20 agosto.

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