Bus nella scarpata, sequestrato il mezzo: si indaga Dimessi i 10 bimbi feriti

TREVISO.
SAN VENDEMIANO. Sono iniziate oggi venerdì 24, intorno alle 8.00, le operazioni di recupero dell'autobus dei centri estivi di San Vendemiano che giovedì pomeriggio, con a bordo 50 persone, di cui 47 bambini, è finito in una scarpata nei pressi del Piancavallo (Pordenone). Sul posto stanno operando alcuni mezzi dei vigili del fuoco, con una gru giunta da Udine, e alcuni veicoli privati.
Il traffico lungo l'unica strada di accesso alla stazione turistica è interdetto - sul posto la Polizia locale di Aviano - e resterà bloccato fino alla rimozione del mezzo incidentato e al ripristino delle condizioni di sicurezza, con sostituzione del guardrail, divelto dal bus nella sua traiettoria impazzita.

Le indagini a sono svolte dai Carabinieri della Compagnia di Sacile, che stanno attendendo di poter sentire l'autista del bus, Fabio Tomasella - ricoverato in ospedale a Pordenone per trauma toracico: non è in pericolo di vita - per capire la dinamica del sinistro.
Il sostituto procuratore di Pordenone, Pier Umberto Vallerin, oltre a disporre il sequestro del pullman ha anche affidato una perizia per verificare lo stato di manutenzione generale e quello specifico dell'impianto frenante e delle dotazioni di sicurezza della strada provinciale dove si è verificato il sinistro.
Frattanto l'ospedale di Pordenone sta procedendo con le dimissioni dei bambini ricoverati. «Nella serata di giovedì abbiamo trattenuto in osservazione soltanto cinque dei dieci bambini rimasti feriti nell'uscita di strada del Piancavallo e nelle prossime ore, forse già per la mattinata, contiamo di dimettere anche gli altri cinque pazienti».

Lo ha reso noto il direttore della struttura complessa dell'ospedale di
Pordenone-Sacile, Giuseppe Sclippa. «L'unico paziente che resta ricoverato - ha aggiunto il medico - è l'autista del mezzo: è in Medicina d'Urgenza per l'importante trauma toracico rimediato e fino allo scioglimento della prognosi non potrà essere sentito dal personale che sta svolgendo le indagini. Non è comunque in pericolo di vita».
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