Save: "Non abbandoniamo Treviso, ma riduciamo i progetti"

TREVISO. «Faremo un altro progetto di ampliamento dell’aeroporto di Treviso. Sarà pronto già per il 2016. Ma lo sviluppo del Canova, rispetto alle nostre intenzioni iniziali, sarà per forza di cose inferiore, ridotto. Ma io vado avanti lo stesso, non mollo per colpa di qualche esagitato presente nella commissione Via e nei comitati».
È questo il commento di Enrico Marchi, presidente di Save, in seguito alla decisione dell’Enac di ritirare il progetto di ampliamento dell’aeroporto Canova di Treviso, ossia il master plan ideato e voluto dalla stessa Save, 130 milioni di euro per 19 anni di lavori che sarebbero dovuti partire tra il 2015 e il 2016. L’Enac (ente nazionale dell’aviazione civile) ha ritirato un progetto che avrebbe portato lo scalo trevigiano dagli attuali 2 milioni e 200 mila passeggeri all’anno a 4 milioni e mezzo di passeggeri, superando di molto gli attuali voli annui, fino a toccare quota 23.500.
Ma a fronte delle continue bocciature del progetto, troppo impattante, da parte della commissione tecnica di valutazione di impatto ambientale (Via) del ministero dell’Ambiente, l’Enac, ma sarebbe meglio dire Save stessa - la società veneziana che gestisce il Marco Polo e ha in mano anche l’aeroporto di Treviso - ha deciso di azzerare tutto ritirando il progetto di ampliamento. «Ma per ripartire, non per mollare», sottolinea Marchi, «Non ce ne andiamo da Treviso: continueremo a investire sul Canova, anche se il nuovo progetto di ampliamento, recependo tutte le indicazioni del ministero, sarà ridimensionato rispetto al precedente. Ma continueremo a lavorare per lo sviluppo dello scalo come punto di riferimento per i voli low cost. Lo ripeto: pochi esagitati non possono bloccare tutto. Sarà uno sviluppo ancor più compatibile con le esigenze del territorio. C’è ancora spazio a Treviso anche se per uno sviluppo limitato».

Marchi non molla, ma sia la commissione Via che il comitato di Treviso e Quinto contro l’ampliamento cantano lo stesso vittoria, poiché ricordano che già così com’è oggi il Canova accogliere troppi voli, più del limite di 16.300 annui fissato nel 2007. Anche se le cose non stanno proprio così: anni fa lo sforamento c’è stato, eccome, però lo scorso anno il numero dei voli lungo la pista di San Giuseppe è tornato sotto il limite dei 16.300 voli ratificato anche da una sentenza del Tar Veneto del 2012. Nel 2014 infatti atterraggi e decolli hanno raggiunto quota 16.187 (in calo del 3% rispetto al 2013) portando con sè, però, un aumento dei passeggeri, arrivati a toccare quota 2,2 milioni, in crescita del 3,2% e questo perché a fronte di meno voli, gli aerei hanno volato più pieni, tanto che Save aveva già cominciato a pensare di non raddoppiarli più, i voli, cercando di stemperare così la tensione con ministero e comitato. Invano. E sempre lo scorso aprile un report di Enac metteva lo scalo trevigiano al 18° posto in Italia per capacità di passeggeri. A far a parte del leone è la tratta Treviso-Londra, la prima aperta da Ryanair al Canova, con ben 213.067 passeggeri trasportati ogni anni.
Alessandro Zago
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