Torna la corsa dei camerieri: «Rimane l’unica in Italia»

Ogni primo maggio, negli Anni Cinquanta, era costumanza _ direbbe Totò _ che a Treviso si svolgesse la "corsa dei camerieri". Perfetta per una città di provincia che, fondata sulle "botteghe", viveva...
FRIGO TREVISO GARA DEI CAMERIERI PARTENZA E ARRIVO
FRIGO TREVISO GARA DEI CAMERIERI PARTENZA E ARRIVO

Ogni primo maggio, negli Anni Cinquanta, era costumanza _ direbbe Totò _ che a Treviso si svolgesse la "corsa dei camerieri". Perfetta per una città di provincia che, fondata sulle "botteghe", viveva in piazza e in particolarmente nelle osterie e nei più nobili bar. «Treviso», spiega l'architetto Giorgio Fantin, che ha il merito di aver riesumato questo rito, «è l’unica città italiana che può vantare cultura per “nobili” natali della corsa dei camerieri del 1° maggio poi copiata da mezza italia». Erano gli anni nei quali i camerieri in giacca bianca, fifì e scarpe "guanto" di cuoio nero e lucidissimo, percorrevano le vie della città e apparivano anche come protagonisti e caratteristi dei film quali "Signore&signori". Certi ciuffi impomatati, certi baffetti e qualche sontuoso "favorito" (basetta) erano consentiti ai camerieri come vezzo, anche se il modello-base era il "bravo (ex) ragazzo".

Le gare - in mise ufficiale - divennero epiche, anche perchè gli stessi locali di allora, nessuno sopravvissuto, ci tenevano molto ad aggiudicarsi il premio (pur costringendo i loro "ragazzi" a un supplemento di lavoro nella festa dei lavoratori) e a volte ci scappava una bella aggiunta sullo stipendio. Nel 2006 Fantin decise di risvegliare la tradizione. Voglia di Treviso "di una volta"? Naturale, per l'inventore della Congrega per le Tradizioni Trevisane.

Lo fece in punta dei piedi, ripromettendosi di migliorare la cosa con il passar del tempo e magari con l'aggiungersi degli sponsor. Rinviò, insomma, l'obbligo del vestito "d'un tempo", la sfilata delle Millecento e delle Appia, le ragazze vestite Anni Cinquanta con tanto di "lunettes" da sole. Telefonò però a quel bel veneziano di Giorgio Cavazzano, storico disegnatore di Disney, dicendogli: «Go da far ‘a corsa dei camarieri in Pescaria, me fatu un disegno?». «Ricevetti il giorno dopo una sua mail con Pippo che corre sul pattino a rotelle tenendo in mano un vassoio con un pesce, interpretando alla lettera corsa e Pescheria, che divenne logo di quella edizione». Ma il boccone era gustoso e qualcuno ci si buttò sopra, arrivando persino a impossessarsi dell'idea. Un anno ci fu anche una doppia - distinta - edizione della gara, con due organizzatori diversi e qualche dispettuccio mica da ridere. Il tempo intanto ha fatto giustizia e oggi (si corre stamattina) la Corsa dei camerieri ha una sola data.

Il percorso è di poco allungato da quello dell’anno scorso, ma dovrà essere tassativamente non di corsa, pena la squalifica segnalata da arbitri di gara: partenza alle 10.30 dal Battistero del Duomo, via Cornarotta, via Municipio, piazza san Vito, via Inferiore, via Bianchetti, Calmaggiore, via XX settembre ai “noli”, via Martiri della Libertà, via e piazza Indipendenza, via san Michele verso via san Leonardo, isola della pescheria verso via Palestro, via Campana, sottoportico Buranelli, piazza Rinaldi, vicolo e via Campana, piazza san Francesco, via san Parisio, via Ferrarese, portico via Manzoni, vicolo Pescheria per l’arrivo nella corte di san Parisio. (a.f.)

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