Biologico, affare da 270 milioni

«E bravo Canzian! Quello che ha fatto è bello, interessante, evolutivo». Tra vegetariani ci si intende: a complimentarsi con il cantante dei Pooh per la scelta di organizzare una serata vegana alla Festa dello Sport di San Vendemiano è Fabio Brescacin, presidente del gruppo Ecor NaturaSì di San Vendemiano, azienda leader nella distribuzione di prodotti biologici e biodinamici e sponsor della rassegna estiva. Brescacin è vegetariano da quarant’anni, Canzian vegano (quindi oltre alla carne ha eliminato dalla propria dieta qualsiasi prodotto di origine animale), ma la filosofia di fondo è la stessa: rispettare gli altri esseri viventi e la terra che ci circonda. E Brescacin, questa idea, l’ha fatta diventare un’azienda. Oggi il gruppo Ecor NaturaSì è un colosso del biologico che conta 740 dipendenti, 444 negozi e supermercati associati per la distribuzione dei prodotti, 5.750 prodotti a listino (provenienti soprattutto da quattro grandi aziende biodinamiche) e due sedi: quella commerciale e logistica, in via dei Palù a San Vendemiano, e quella amministrativa e dell’ufficio acquisti, a Verona. Fatturato del 2014: 270 milioni di euro.
Cifre da capogiro, se si pensa che tutto è cominciato quasi per caso nel 1985, con la nascita, a Conegliano, di Ariele, un piccolo negozio di prodotti biologici locali, coltivati dagli agricoltori della zona, con la filosofia di una alimentazione sana, frutto di prodotti coltivati nel pieno rispetto della terra, della natura, dell’ambiente.
Nel 1992 muove i primi passi NaturaSì, la rete di supermercati di prodotti biologici, nel 1998 da un’evoluzione della Ariele nasce Ecor, per la distribuzione specializzata di bio al dettaglio. Il matrimonio non può che essere una conseguenza: arriverà nel 2009, con la nascita di EcorNaturaSì spa.
«Oggi abbiamo molti prodotti per consumatori vegetariani e vegani, ma vendiamo anche carne», spiega il presidente Brescacin, «anche l’allevamento degli animali può essere biologico e rispettoso, certo è che i consumatori “bio” tendono a virare verso il veganesimo, e viceversa».
La filosofia di fondo, infatti, è la stessa: «Fare biologico significa rispettare la terra e la natura. Non usiamo veleni e non consumiamo risorse inutili, proprio come fanno i vegani. Ma lo sa quante risorse si sprecano con un allevamento intensivo di quelli moderni?». Brescacin ha un carattere sanguigno, e non esita a difendere a spada tratta la scelta di Canzian, che per la sua proposta di organizzare alla sagra una cena vegana lunedì 13 luglio, data del suo concerto alla Festa dello Sport, ha ricevuto tanti apprezzamenti ma anche qualche insulto sul web: «O iniziamo a ridurre il consumo di carne, o avveleniamo sempre più la terra e le persone. È un discorso di evoluzione, di cui le persone si stanno lentamente rendendo conto. Più la gente è consapevole, più si avvicina al bio: si mangia meno, e si mangia meglio». Il mercato è in crescita costante da anni. Per il presidente della Ecor non è solo una questione di portafogli. Il bio è una vocazione: «Sono vegetariano da quarant’anni. Canzian lo conosco, con lui avevamo organizzato una festa in teatro per i nostri dipendenti e quelli della Otlav di Santa Lucia. È uno dei nostri».
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