«Le passerelle dei burci chiuse Una vergogna per il turismo»

Non si placano le polemiche sulla chiusura delle passerelle dei Burci. Questa volta a sbottare è Gianni Garatti, presidente del Consorzio Marca Treviso, e albergatore: «Gli imprenditori, anche con il sostegno di enti pubblici, investono ogni anno decine di migliaia di euro per la promozione e la commercializzazione di proposte e offerte del nuovo turismo sostenibile in bicicletta».
Proprio poche settimane fa il Consorzio ha presentato a Monaco di Baviera gli itinerari ciclabili che attraversano la Marca e dei quali la Greenway sul Sile e l’Ostiglia rappresentano il fiore all’occhiello. «E poi i clienti, che con molta fatica tutti noi, pubblico e privato, abbiamo portato a casa, ti rientrano in albergo arrabbiatissimi perché la passerella dei Burci è chiusa. E tra qualche mese dovremmo avere anche la ciclovia dell’Amicizia (la Monaco-Venezia) che dovrebbe portare decine di migliaia di cicloturisti nei nostri territori. Così non va», sbotta Garatti.
Il presidente del consorzio ieri è stato raggiunto da decine telefonate di albergatori e operatori del turismo infuriati, tanto che proprio il Consorzio lunedì inizierà a raccogliere i novemila euro necessari a riaprire, «ma diteci come, a chi, dove e quando consegnarli» e, soprattutto, «diteci quando la Greenway sarà riaperta. Gli imprenditori non dimenticano», conclude riferendosi alle prossime elezioni.
Ci va giù duro anche Andrea Michielan, segretario cittadino del Pd: «Quella delle passerelle dei Burci non è che l’ultima imbarazzante vicenda legata all’ente Parco del Sile. Occorre responsabilizzare i Comuni interessati, mantenendo il sistema di regole ma non certo continuando a reggere un ente-carrozzone che costa economicamente e appesantisce la burocrazia. Sono sempre di più i cittadini e le amministrazioni che vivono la frustrazione della pesantezza delle procedure delle decisioni di questo ente. Oramai la domanda non è più sull’utilità dell’ente Parco Sile, ma del perché continui a esistere».
Alessandro Gnocchi, consigliere comunale del gruppo Misto, allarga il campo delle responsabilità: «All’epoca delle nomine dei rappresentanti del Comune di Treviso nel Parco, dissi che forse sarebbe stato il caso di scegliere qualcuno che conosceva la materia. Credo che una ridefinizione dei rapporti di forza in consiglio ci stesse tutta». Luciano Franchin, assessore del Comune di Treviso, non vuole «entrare nell’analisi delle responsabilità. Oggi abbiamo bisogno di trovare le risorse per riaprire le passerelle. Mi auguro che le amministrazioni trovino un accordo economico, noi siamo disponibili». Intanto il “Comitato per il completamento del restauro della passerella dei Burci”, composto da un gruppo spontaneo di cittadini di Treviso, Casier e Silea, raccoglierà fondi vendendo magliette con impresse le foto più suggestive della zona.
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