Manifesti strappati e venetisti entusiasti È polemica su “Il leone di vetro” al Méliès

CONEGLIANO. Il film “Il leone di vetro” fa il pieno tra le polemiche.
Lunedì e martedì sera il cinema Mélies di via Matteotti è stato una delle poche sale italiane a trasmettere la pellicola diventata bandiera politica degli indipendentisti veneti, che hanno risposto in buon numero alle proiezioni (circa 200 biglietti strappati nei due spettacoli di lunedì sera).
Girato in molte zone del Coneglianese (tra cui Borgo Malanotte a Vazzola), il film racconta i destini di due famiglie produttrici di vino negli anni immediatamente precedenti l’annessione del Veneto all’Italia. Secondo i fedelissimi della causa indipendentista, la sua uscita è stata ostacolata, se non addirittura boicottata, dalle major cinematografiche e dagli stessi cittadini: inizialmente era prevista per ottobre, e il Mélies ha dovuto faticare parecchio per organizzare la proiezione del film.
Mentre per Franco Rocchetta, bandiera dell’autonomismo veneto residente proprio nella Città del Cima, «a Conegliano oltre i due terzi dei manifesti che annunciavano la proiezione del film sono stati strappati poche ore dopo la loro affissione». Polemiche a parte, il film, infine, è arrivato nelle sale coneglianesi. «La decisione di proiettarlo è del tutto slegata da logiche politiche» sottolinea Giorgio Fabris, proprietario del cinema Mélies, «è un film girato nelle nostre terre, e quindi è giusto dargli spazio a Conegliano. Fa parte della nostra cultura, è una creazione del nostro ingegno e della nostra immaginazione e i suoi produttori vanno premiati. Oltre tutto, secondo me è girato molto bene. Sono per la libertà e la democrazia, io guardo l’arte e non guardo la politica».
La prima proiezione, lunedì sera alle 20, è stata in effetti un successo di pubblico: «Ha schiacciato tutti gli altri film in programmazione, con circa 200 spettatori, in totale, nei primi due spettacoli». Più tiepida invece la risposta di ieri sera: solo una trentina i posti prenotati. «I produttori sono contenti» assicura Giorgio Fabris «e so che stanno pensando anche ad un possibile seguito del film». (a.d.p.)
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