Si arrende ai bulli, autista lascia il bus

CONEGLIANO. Aggredito e minacciato dalla banda, l’autista lascia la corriera. È la resa delle istituzioni ai bulli: martedì sera un autista della società di trasporti Mom non se l’è sentita di proseguire il viaggio, ha parcheggiato il mezzo a bordo strada e ha chiamato i carabinieri. Aveva osato chiedere a un passeggero, un ragazzino di 16 anni, il pagamento di un euro e 30 centesimi per il biglietto. Il ragazzo, difeso dagli amici che lo accompagnavano (tra cui una ragazza), ha reagito in malo modo, rendendo impossibile continuare la corsa. Allarme dei sindacati di trasporto («È il Bronx» secondo Samantha Gallo, segretario Filt Cgil) e degli autisti («Quelle bande non hanno paura di nessuno» ha raccontato l’autista che martedì sera ha sostituito il collega sconvolto). Che fosse una corsa ad alto rischio lo sapevano tutti: non a caso, la partenza è stata “scortata” dagli agenti della polizia locale di Conegliano.
Sono le 18.45 di martedì sera, linea 132. Da Conegliano a Pieve di Soligo, Farra, Col San Martino, Moriago della Battaglia, Mosnigo. Ci sono già stati degli episodi in passato, ma semplici scaramucce: qualcuno che non paga il biglietto. Succede anche stavolta: tra i passeggeri un ragazzino ha un biglietto classe 2, ma per arrivare a Pieve (dov’è diretto) ne serve uno classe 3. La differenza sarebbe di 1,30 euro. L’autista glielo fa notare, dicendogli anche che può acquistarlo a bordo. Il minorenne, però, sta cercando lo scontro. Incitato dalla banda, un gruppetto di amici che lo accompagna, risponde male all’autista, e durante il viaggio seguono altre parole pesanti.
L’autista non ce la fa più. Parcheggia la corriera accanto al negozio di calzature Belmondo, all’ingresso di Pieve di Soligo, e scende. La tensione aumenta, vola qualche spintone. L’uomo chiama i carabinieri, e un suo collega per essere sostituito. Sul posto arrivano gli uomini dell’Arma, che identificano i ragazzi e li riprendono. Questi risalgono, come se niente fosse, e continuano il viaggio con un nuovo autista, che riesce a portare a termine la corsa. «Ormai abbiamo sempre paura di essere aggrediti» racconta l’autista Mom che ha soccorso il collega in difficoltà. «Non hanno paura di niente, la ramanzina dei carabinieri è stata severa ma poi ricominciano. Quella corsa è una delle più complicate, è frequentata da una banda del Quartier del Piave che scende a Conegliano durante il giorno, e la sera riparte. Ci sono italiani e anche stranieri, ragazzi e ragazze, tutti minorenni».
«I ragazzini urlano, disturbano e minacciano, fare gli autisti è diventato complicato», spiega Samantha Gallo. «Stanno buoni solo quando arrivano i carabinieri. In alcune corse sembra di essere nel Bronx, oltre a guidare bisogna fare da baby sitter a chi è a bordo, e prestare attenzione a chi si accalca sul marciapiede e vuole entrare a tutti i costi, anche senza biglietto». L’episodio della corsa 132 è solo l’ultimo di una serie di atti vandalici più o meno violenti. «A volte provano ad aprire gli autobus parcheggiati con una leva – racconta ancora la sindacalista – di recente a Conegliano hanno anche forzato la porta per rubare un rotolo di biglietti che erano a bordo. Per non parlare delle discussioni sui biglietti via sms: si passano il messaggio di telefonino in telefonino, e guai a farglielo notare».
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