Un trevigiano portato in salvo: «Venti minuti di terrore»

TREVISO. Decine di sirene, forse della mezzaluna rossa, il frastuono dei mezzi speciali in arrivo al museo, la fuga dei passanti e dei turisti, le urla di paura.
È frastornato Nicola Previti, l’illusionista di Ponzano, che ieri si è trovato a tu per tu con l’attacco terroristico di Tunisi. «Siamo scappati a bordo di un taxi, sono stati venti minuti di vero panico. Ma siamo salvi, a bordo della nave», ha raccontato ieri pomeriggio da uno dei ponti della Costa Fascinosa, poche ore dopo che l’Isis aveva ammazzato 20 persone all’interno del Museo del Bardo.
Era lì, a un centinaio di metri, mentre si consumava la tragedia. Nicola Previti, 34 anni, lavora a bordo della nave da crociera, in cui si esibisce con il suo spettacolo di magia; la nave era ancorata al porto di Tunisi. «Eravamo scesi poco prima di pranzo per fare un giro in città. Era l’ultima occasione che ci restava per vedere Tunisi, così con alcuni colleghi siamo smontati dalla nave. Avevamo in programma di mangiare qualcosa in città per poi risalire in vista della partenza di stasera (ieri)», racconta l’illusionista.
Al porto hanno fermato un taxi e sono saliti. «Gli abbiamo detto di accompagnarci in un giro panoramico per Tunisi». E così è stato. Dopo qualche chilometro in auto sono passati davanti al Parlamento, esattamente a fianco al Museo del Bardo. «Avevamo chiesto al tassista di farci scendere proprio lì. Quando siamo arrivati, però, improvvisamente è stato il caos. Gente che correva, la polizia che arrivava in massa. Non abbiamo capito subito che cosa stesse accadendo», ricorda. E’ stato il tassista a capire per primo. «Appena siamo scesi ci ha urlato delle frasi. Ma era il caos, abbiamo capito che era successo qualcosa di grave: ci ha fatto cenno di risalire, siamo rimontati in auto, ed è sfrecciato via». Tutto questo è durato pochi istanti. Quelli sufficienti, per fortuna, a mettersi in salvo. Se non fosse stato per il tassista avrebbe potuto finire in un altro modo.
Quasi in contemporanea, ha raccontato all’Ansa la moglie di Previti, Francesca, è arrivata la telefonata della mamma di Nicola: «Scappa, scappa immediatamente, torna in nave, c’è un attentato». I venti minuti successivi sono stati quelli della paura. «Il tassista ha cominciato a correre nelle stradine interne di Tunisi, per evitare le vie principali completamente bloccate, con gente che correva da tutte la parti. La destinazione era il porto, per salire in nave e metterci in salvo. Ma ci abbiamo messo venti minuti ad arrivare».
Una volta salito sulla Costa Fascinosa la tensione è scesa, «appena entrati in porto abbiamo potuto tirare un sospiro di sollievo. Eravamo in salvo». Molti amici lo hanno tempestato di sms e di messaggi su Fb. Previti ha tranquillizzato tutti, in primis la moglie via skype: «Abbiamo passato venti minuti brutti, ma tutto okay». «L’equipaggio è tutto a bordo, e ora stanno facendo tornare i passeggeri che erano fuori in escursione. Sono una decina di gruppi, ma per quanto ne sappiamo stanno tornando tutti». In realtà si scoprirà, poi, che proprio alcuni passeggeri della Costa Crociere sono stati ostaggio dei terroristi.
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