Docente licenziato, altri casi in arrivo nella Marca

TREVISO. Insegnante licenziato per incapacità? Potrebbe non essere l’unico. Il caso del docente di ruolo dell’istituto superiore Einaudi-Scarpa di Montebelluna dispensato dal servizio in seguito ad un procedimento per “mancato rendimento” portato avanti dal preside porta allo scoperto l’effetto “a cascata” di avvio di procedimenti disciplinari: richiami, sanzioni, ma anche possibili, future, rotture dei contratti. A prenderne atto per primi sono i sindacati dei lavoratori della scuola trevigiana.
Se prima del decreto del 2009 ogni anno i casi si contavano sulle dita di una mano oggi si arriva a mettere in conto almeno ad un centinaio di richieste di procedimenti in corso: «Il decreto legislativo Brunetta ha puntualizzato i tempi e ha dato un ordine alla procedura delle contestazioni di carattere disciplinare già stabiliti da una normativa del’94» precisa Teresa Merotto, segretario di Cisl scuola Treviso «certo è che il decreto ha inciso in maniera forte. In virtù del fatto che al dirigente viene richiesto in maniera esplicita di procedere qualora ci siano dei fatti da segnalare. Se non lo fa il preside stesso potrebbe a sua volta essere coinvolto in procedimenti disciplinari. Diventando in questo caso lui stesso oggetto di contestazione». Il decreto domanda dunque ai dirigenti scolastici di compiere il primo passo per segnalare ciò che nel lavoro del docente non va: dai problemi disciplinari al scarso rendimento del lavoro.
Di fatto però i sindacati mettono in luce un “inasprimento” avvenuto all’indomani del tanto contestato decreto legislativo “anti-fannulloni” dell’allora ministro della pubblica amministrazione: «Nella scuola certamente c’è stato un aumento di procedimenti per contestazioni di addebito. Anche se finora non avevamo mai avuto procedure di licenziamento» puntualizza Merotto della Cisl, «siamo passati da anni in cui in cui i problemi non venivano messi a fuoco ad anni in cui invece i presidi hanno cominciato a pararsi le spalle. Certo se i docenti ritengono di esser stati ingiustamente colpiti agiranno per la tutela dei loro interessi».
Ieri il provveditore di Treviso Giorgio Corà aveva già sollevato il problema analizzando gli effetti dell’ondata di assunzioni prevista dalle nuove disposizioni del ministero (circa 100mila docenti precari immessi in ruolo, ndr): «I casi di sanzioni e accertamenti disciplinari a carico dei docenti sono destinati ad aumentare soprattutto con i nuovi ingressi» aveva sottolineato il provveditore, «e il caso di Montebelluna potrebbe essere preso ad esempio». Non si tratta, secondo il provveditore, si un problema legato all’incapacità della nuova classe docente, ma «della logica conseguenza» degli esami e delle valutazioni sull’operato degli insegnanti fatte al termine del primo anno». Anche in cattedra, si è sotto esame.
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