S. Caterina, partito il cantiere per Goldin

Grande mostra di Marco Goldin a Santa Caterina, ieri sono iniziati i lavori: dopo un sopralluogo in mattinata dei tecnici del settore Lavori pubblici insieme al direttore dei musei Emilio Lippi, sono infatti partite le operazioni di «disallestimento» delle sale del complesso museale che verranno usate per ospitare i capolavori di 800 e 900 che Goldin porterà a Treviso per rinverdire in autunno i fasti delle mostre di Ca’ dei Carraresi.
Gli operai ieri hanno iniziato a svuotare la sala Rosso Coletti; a portare tutti i materiali della sala didattica e della sala conferenze nella sala ipogea; e a svuotare la sala al piano terra del museo civico. Ci vorranno pochi giorni: già mercoledì prossimo infatti aprirà i battenti il cantiere vero e proprio che, nel giro di tre mesi - per il costo di un milione e 200 mila euro - preparerà i tre blocchi di Santa Caterina che serviranno per i quadri della mostra di Goldin, ossia l’ex scuderia del complesso museale che si affaccia su piazza Matteotti, il primo piano della ex scuderia e un intero piano di Santa Caterina.
Il «disallestimento» di opere e materiali permanenti di Santa Caterina dalla loro collocazione abituale sta a significare che, oltre al via libera della Soprintendenza ai Beni architettonici - arrivato settimane fa in Comune e relativo alla logistica - è arrivata a Ca’ Sugana anche quello che fino all’altro giorno mancava ancora, ossia il nullaosta della Soprintendenza ai Beni artistici, senza il quale non era possibile spostare nulla. Nullaosta informalmente però già concesso durante una recente visita a Santa Caterina dei soprintendenti. La strada appare quindi in discesa, nonostante le furibonde polemiche in corso tra sostenitori e oppositori sia della mostra di Goldin che dell’utilizzo di Santa Caterina per l’evento. Due partiti contrapposti, con quello degli oppositori però più ricco di esperti d’arte, i quali temono soprattutto per Santa Caterina uno «scempio» a solo uso e consumo di Goldin, anche se le stesse Soprintendenze hanno detto che il grosso dei lavori, ossia la nuova impiantistica che verrà fatta al museo, sarà un valore aggiunto per Santa Caterina anche dopo l’evento-Goldin.
E il Comitato Santa Caterina Bene Comune, che catalizza gli oppositori di Goldin, giovedì sera è tornato a riunirsi evidenziando però una compattezza inferiore rispetto alle scorse settimane. Resta il fatto, sottolineato anche da diversi consiglieri di maggioranza, che sull’operazione Goldin non c’è stato alcun coinvolgimento del consiglio comunale, che, di fatto, ha appreso del progetto a decisioni già prese in giunta dal sindaco Manildo e dall’assessore al Commercio e Urbanistica Camolei.
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