Inchiesta su Veneto Banca, c'è l'ipotesi di aggiotaggio

Due filoni di indagine, uno stesso obiettivo: Veneto Banca. Dopo le perquisizioni scattate lunedì a seguito dell'inchiesta aperta dalla procura di Roma per una serie di prestiti sospetti, ora gli uffici dell'istituto di credito di Montebelluna saranno oggetto di nuovi accertamenti. Questa volta ad effettuarli non sarà la procura capitolina ma quella di Treviso, a cui i colleghi romani hanno fornito copia del fascicolo riguardante la banca e che vede indagati Consoli e Triinca.
L'indagine si sdoppia perchè su Veneto Banca si è aperta una nuova ipotesi di reato, quella di aggiotaggio (la spiegazione da Wiki). La banca, ipotizzano gli inquirenti romani, potrebbe aver effettuato delle operazioni (finanziarie o di comunicazione) utili a dare al mercato ed ai suoi azionisti una immagine falsata, in positivo. E questo reato, se avvenuto, sarebbe di diretta competenza della procura trevigiana per questioni di territorialità.
Di qui l'invio di tutto il fascicolo dell'inchiesta sui prestiti sospetti agli uffici di via Verdi, a Treviso, che continueranno a lavorare con gli uomini della Guardia di Finanza di pari passo con la procura di Roma, concentrata però sui reati che riguardano il rapporto di Veneto Banca con Bankitalia.
La banca di Montebelluna, che nel frattempo ha rassicurato gli azionisti e i correntisti facendo muro davanti alle accuse e derubricandole come "riferite a dati vecchi", ha pubblicato una paginata sul Sole 24 ore per spiegare punto per punto, la sua posizione sull'inchiesta. Ora si attende una posizione anche in merito al nuovo sviluppo del'inchiesta.
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