Abbazia di S.Eustachio, sì al progetto ma mancano i soldi

NERVESA. La Sovrintendenza dei beni culturali di Venezia ha detto sì al progetto di recupero architettonico delle rovine dell’abbazia di Nervesa. L’amministrazione comunale, proprietaria del sito...

NERVESA. La Sovrintendenza dei beni culturali di Venezia ha detto sì al progetto di recupero architettonico delle rovine dell’abbazia di Nervesa.

L’amministrazione comunale, proprietaria del sito dedicato a Sant'Eustachio, ha preso atto della decisione nel consiglio comunale di mercoledì 16 luglio come previsto dalla normativa.

Il progetto potrà diventare operativo quando il Comune avrà ottenuto fondi pubblici e/o privati per iniziare i lavori. L'intervento, per un costo stimato in 1.800.000 euro, si dovrebbe sviluppare in tre stralci. Due di consolidamento e uno finale con la realizzazione di una sala conferenze che potrà essere usata anche come museo. Il progetto dovrebbe restituire la bellezza alle rovine definite dal poeta Andrea Zanzotto “La Stonehenge del Veneto”. L'abbazia di Sant'Eustachio fu costruita nel medioevo dai benedettini e fu attiva fino al 1865. Tra il XIV e XV secolo il monastero ha ospitato importanti intellettuali come Pietro Aretino e Giovanni Della Casa che lì scrisse il Galateo. Fu distrutta durante la Grande Guerra. Le rovine, dopo quasi un secolo di vicissitudini, sono ora di proprietà comunale al termine di una complessa vicenda giudiziaria che ha visto un comitato civico muoversi affinchè restasse pubblica. All’ordine del giorno del consiglio di ieri anche la prima variante del piano comunale degli interventi e provvedimenti in ambito fiscale come: il regolamento per la Iuce, le aliquote e le detrazioni di Tasi ed Imu. L’assemblea cittadina ha discusso anche dell’ampliamento del cimitero di Santa Croce, di variazioni di bilancio e del ritorno agli uffici comunali della riscossione della tassa d’affissione precedentemente esternalizzata.

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