«Dimissioni in bianco per Gnocchi»

I grillini vogliono che il consigliere comunale di Treviso firmi la lettera e intanto tolgono la sua foto dal profilo Facebook del gruppo
Di Alessandro Zago

Resa dei conti finale nel Movimento 5 Stelle. Alessandro Gnocchi è ormai a un passo dall’espulsione: ieri i grillini della città, visto che Gnocchi «non si è pentito», hanno perfino tolto il suo volto dalla “foto profilo” Facebook del gruppo, volto che fino a giovedì appariva non appena si digitava “5 stelle Treviso”. È la definitiva presa di distanza del M5S dall’ex candidato sindaco del movimento alle ultime comunali, che hanno visto poi Gnocchi eletto come consigliere comunale dell’opposizione, unico grillino a palazzo del Trecento. Eppure ieri David Borrelli, fedelissimo di Grillo, «nonostante il 70% del gruppo voglia dimissionario Gnocchi», ha lasciato un risicato margine di apertura: il grillino “eretico” ha un’ultima possibilità per evitare una espulsione che appare comunque scontata: firmare le dimissioni in bianco dal consiglio comunale (così il movimento può renderle operative quando vuole) chiedendo anche scusa «entro agosto» al movimento appunto per le candidature selezionate da Gnocchi - in qualità di vicepresidente del consiglio comunale di Treviso - per il consiglio dell’ente Parco del Sile, poiché Gnocchi ha scelto i curricula della fidanzata e di due sue colleghe in Provincia. Finendo subito nell’occhio del ciclone, accusato dagli altri grillini di comportarsi «come i vecchi democristiani e i leghisti, che piazzavano negli enti parenti e fidanzate». E così mercoledì, in un vertice tesissimo, il gruppo ha chiesto a Gnocchi di dimettersi per lasciar entrare ai Trecento il primo dei non eletti, senza quindi impuntarsi sulle sue posizioni, passando al Gruppo Misto e privando così il M5S di un rappresentante in consiglio. Ma ieri Gnocchi ha ribadito: «Perché devo chiedere scusa? Ho selezionato i curricula più adatti per l’ente Parco del Sile. Sono in buona fede». E i grillini si sono infuriati ancor di più. Borrelli è netto: «Gnocchi a questo punto non deve chiedere solo scusa al movimento, dato che la maggioranza del gruppo trevigiano lo vuole ormai comunque dimissionario: per cercare di restare ancora nostro rappresentante ai Trecento deve firmare le dimissioni in bianco, che gli concederanno sei mesi di “prova”. Tutto questo lo deve accettare entro la fine di agosto, altrimenti da settembre farà la fine di gente come Adele Gambaro: via web ne proporremo l’espulsione dal movimento. E comunque non potrà più usare il nostro simbolo». Insomma, si profila anche per Gnocchi una epurazione a furor di web. Eppure lui si professa sereno, e precisa: «Degli altri candidati al Parco titolati per il consiglio riconosco anche l’ingegner Scarpa, non posso dire lo stesso del nome proposto dalla Lega. Il nome che ho avanzato per il ruolo di consigliere dell’ente, che è senza gettone, non è la mia compagna. E sulla richiesta di scuse, semmai risponderò in una riunione: sempre che ci sia, da parte di chi le esige, la buona creanza di contattarmi direttamente, non tramite comunicati. Un movimento di cittadini e la volontà di discutere in assemblea le decisioni mi pare richiedano proprio il confronto faccia a faccia».

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