Via allo Scampionato over 35 Solidarietà e nessun vincitore

SILEA. I nomi mixano allegria e tradizione, gioventù e terzo tempo. Ci sono gli AmaTori Padova e l'Armata Brancaleon Mirano, i Fossili Dolomitici Belluno e i Kankari del Lido di Venezia, le Mummie...

SILEA. I nomi mixano allegria e tradizione, gioventù e terzo tempo. Ci sono gli AmaTori Padova e l'Armata Brancaleon Mirano, i Fossili Dolomitici Belluno e i Kankari del Lido di Venezia, le Mummie Mestre e le Ombre Rosse Wlf Padova, Gli Orco Oderzo e i St. Peterfield Camposampiero, la new entry Quattro Gatti Vicenza e gli Old Ruggers Treviso. Da sabato 26 settembre parteciperanno alla seconda edizione dello Scampionato, un torneo di rugby old per giocatori over 35 non agonisti. La particolarità? Non ci saranno né vincitori né vinti, la finale di Silea (23 maggio 2016) raggrupperà tutte le partecipanti. La manifestazione, unica nel suo genere in Italia, è stata voluta dal Corv, Comitato regionale old rugby. E il suo battesimo, la passata stagione, non è passato inosservato: ad accorgersene è stata anche l'Evra, European veteran rugby association. Tanto che la macchina organizzativa che fa capo a Filippo Aghito, presidente Corv, sposta già lo sguardo più in là: la vernice a Silea è stata l'occasione per lanciare il progetto di un Europeo old da portare a Belluno nel 2019. Altra novità di quest’edizione è la nascita dei CorVarians, selezione che richiama già nel nome i famosi Barbarians e coinvolgerà elementi provenienti dalle dieci squadre. Una compagine che vorrebbe cimentarsi anche in tornei fuori dai confini italiani. Non mancheranno le iniziative solidali: nel novembre 2014 il Corv aderì a Movember, la “campagna dei baffi” per la ricerca sul tumore alla prostata, devolvendo parte degli incassi di quel mese all’Istituto oncologico veneto; poi a marzo è stato organizzato uno spettacolo teatrale, il cui ricavato è andato alla Onlus “La colonna” che opera a favore delle persone con lesioni spinali. «Un tempo l’attività old era considerata quasi un peso, una sofferenza», commenta Marzio Innocenti, presidente Comitato veneto Fir, «Mi ha colpito l’entusiasmo dell’iniziativa. Un’esperienza che può divulgare il vero spirito del terzo tempo, che un po’ si sta perdendo, trasmettendo valori e dando un’opportunità a chi ha smesso con il rugby giocato». Le regole sono più soft, prevale il senso di festa. Non c’è classifica, l'unico obiettivo è divertirsi in campo e fuori dal campo. Con il terzo tempo, il momento più atteso di ogni giornata. (m.t.)

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