TvB, Chillo studia da leader «Dovremo tutti adattarci»

Federico Bettuzzi / TREVISO
Lo hanno insignito dei gradi di vicecapitano, forte di una militanza ormai duratura e di un solido e concreto apporto fornito nell’ultimo biennio. Ma alla terza stagione consecutiva con il biancoceleste di Treviso Basket addosso Matteo Chillo non vuole limitarsi alle etichette: «Mi auguro di essere un punto di riferimento per i ragazzi – dice il pivot bolognese – Per quel che posso aver imparato sinora, spero di poter trasmettere le mie conoscenze ai nuovi compagni di squadra. Il primo esempio? Con Mekowulu, il giorno del raduno nella Tenuta Santomé: mi ha chiesto informazioni sul luogo. È bello dare una mano anche fuori dal parquet».
Di questa rinnovata Tvb, pochi conoscono la Serie A.
«Ho alle spalle una stagione sola di militanza nel massimo campionato, i veri esperti sono Logan e Imbrò. Dal basso della mia modesta conoscenza della Lba posso dire che c’è molto da scoprire dal punto di vista tecnico e tattico».
L’anno scorso, forse per l’effetto novità, i lunghi biancocelesti avevano più possibilità di colpire fuori area o dall’arco. Stavolta le difese si adegueranno?
«Confido di avere ancora tutto quello spazio a disposizione in attacco ma non escludo che arriveranno parecchie mazzate da parte degli avversari. L’anno scorso ho potuto tirare dai 6.75m con notevole libertà (e con ottimi risultati: quasi il 53% da 3, ndr), tuttavia credo che l’evoluzione di ogni giocatore passi attraverso la capacità di adattamento, al fatto di poter contribuire al gioco di squadra in tanti modi differenti a seconda delle esigenze e delle situazioni».
Dobbiamo aspettarci ad esempio un Chillo passatore aggiunto?
«Perché no? Sono disposto a fare quel che il coach e le circostanze richiedono, anche a fungere da play aggiunto se dovesse essere necessario».
Sarà un campionato diverso dal solito, con l’incognita della presenza del pubblico, con due corazzate fortissime come Virtus e Milano ed una nutrita pattuglia di formazioni che lotteranno tra zona playoff e salvezza.
«Credo che a parte le formazioni di altissimo profilo, tutte le altre partiranno sullo stesso piano. L’incertezza c’è, la situazione sarà nuova per tutti ed in quest’ottica le sorprese saranno possibili. Cogliere le occasioni strada facendo, magari approfittando delle difficoltà di chimica di chi all’inizio potrebbe faticare ad ingranare, potrebbe rivelarsi prezioso. Chi inizierà più tardi la preparazione o inserirà in ritardo gli stranieri potrebbe fare più fatica rispetto a chi potrà contare sin da subito su un roster definito».
Una delle incognite riguarda i ritmi di lavoro. La ripresa dopo il lockdown ed i tanti mesi senza allenamenti costituirà una variabile da non sottovalutare.
«Assolutamente ed anche questo fattore varrà per tutti. Noi possiamo contare su uno staff tecnico e medico di provata esperienza che può fornirci certezze e sicurezze. La meticolosità del metodo lavorativo potrà garantirci migliori prestazioni durante l’arco della stagione. Non nego la possibilità di difficoltà, anzi sono sicuro che si presenteranno sia per noi che per le altre squadre, tuttavia credo che un’ottima preparazione potrà determinare il successo di una stagione che, come detto, sarà assolutamente diversa da tutte le altre». —
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