Tubia: «L’atletica trevigiana vive un nuovo boom»

Il bilancio dell’ex presidente provinciale: «6 nuovi impianti e due in corso d’opera, peccato per quei mondiali sfumati»

TREVISO

Oddone Tubia, 68 anni, ex atleta di primo piano, sia a livello assoluto che master, tecnico federale, per 16 anni presidente della Fidal trevigiana, Stella di bronzo e d'argento al merito sportivo del Coni e Quercia di bronzo della federazione, è stato eletto consigliere del comitato Veneto, componente del consiglio di presidenza con delega ai rapporti con i 7 comitati provinciali, nelle elezioni federali.

Lei si è schierato nelle elezioni che hanno rinnovato i vertici dell'atletica italiana.

«Ho sostenuto la cordata di Stefano Mei collaborando in modo attivo all’elezione».

Se dovesse tracciare un breve bilancio della sua attività trevigiana?

«Sono stato per 4 mandati presidente della Fidal Trevigiana, alla scadenza del mio ultimo mandato, convocando l'assemblea elettiva del 26 febbraio, ho consegnato al mio successore un comitato con una situazione patrimoniale assolutamente favorevole e ho rinnovato tutti gli accordi di sponsorizzazione con le aziende fornitrici. La crescita dell'atletica trevigiana è dimostrata anche dal suo valore politico: è la provincia che esprime il maggior numero di voti, che sono frutto dell'attività delle società e dei risultati conseguenti. Nel quadriennio 2016-2020 mi sono speso in lunghe mediazioni e trattative con le amministrazioni e le istituzioni locali».

Risultato?

«I più evidenti: realizzati 6 nuovi impianti per l'atletica, più due in corso d'opera».

E le prospettive?

«Il percorso e la cifra esatta dell'atletica trevigiana dipendono non solo dalla gestione del comitato, ma anche dalle scelte delle società. E aggiungo che le società hanno scelto in modo ineludibile di essere in sintonia con il comitato provinciale uscente. I dati sono incontestabili: alle elezioni nazionali il 76% ha votato compatta Mei, al regionale l' 83% si è schierata con Francesco Uguagliati, cordata con la quale sono stato eletto».

Un rammarico?

«Il mio più grande dispiacere è non aver portato a termine l'obiettivo di organizzare a Treviso i campionati mondiali di corsa campestre nel 2011, dopo che il segretario generale della IAAF ora World Athletics aveva fatto un annuncio ufficiale in tal senso. Un progetto nato nel 2008: purtroppo l'allora presidente federale Arese decise di non procedere».

A che punto è il movimento veneto, invece?

«Rappresenta la seconda regione sul territorio, dopo la Lombardia. Per qualità, risultati assoluti e movimento giovanile è un volano dell’atletica nazionale. Il nuovo comitato sorto è in buona parte frutto dell’alleanza prodotta con le votazioni nazionali tra la cordata di Mei e Fabbricini». —



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