Treviso, mai così bello quest'anno

Subito Quadrini, doppio Beghetto nella ripresa: il Brescia esce annichilito
PRANDI TREVISO TREVISO-BRESCIA IN FOTO SCAGLIA AGENZIA FOTOGRAFICA FOTO FILM
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Ci sono luoghi dove uno non vorrebbe andare mai. Lo stadio Tenni, per Serse Cosmi, è diventato uno di quei luoghi. Tre anni fa ci venne col Genoa e ne beccò tre: «Il Treviso? Spero non giochi sempre così, sembravano dei marziani», disse quella volta. Ieri ci è arrivato con il Brescia, ed è finita più o meno nello stesso modo: ne ha presi tre e Cosmi ha detto: «Risultato troppo pesante per noi, ma il Treviso ha avuto l’atteggiamento giusto e non ha rubato nulla». Nel Treviso di allora come in quello di oggi l’allenatore era Bepi Pillon: la società gli ha dato fiducia, lui ha fatto quadrato, ha fatto le sue valutazioni e le sue scelte, la squadra finalmente dà risposte adeguate. Col Mantova ha pareggiato, ieri ha travolto il Brescia: per la prima volta in questo campionato ha messo in fila due risultati positivi. Forse siamo alla svolta? E oggi come allora con la maglia biancoceleste ha mostrato il suo lato più bello un funambolo di nome Paulo Vitor Barreto. Non ha segnato, ma ha fatto segnare gli altri (Beghetto) ed ha fornito il suo grande apporto in qualità e quantità. La classe mischiata all’umiltà: ecco quel che fa grande un giocatore. Ma tutto il Treviso ieri ha avuto questa mentalità, la disponibilità al sacrificio, la capacità di restare sempre sul «pezzo». Gli artisti hanno usato di meno il pennello e si sono fatti di più operai, sostituendo il pennello con la clava. Era diventata ormai l’unica strada per provare a mettere fuori gli stivaloni dalla risaia. Tutti, da Calderoni in su, sintonizzati su questa lunghezza d’onda. La certezza la si è avuta quando Pianu, appena messi gli scarpini in campo nella ripresa, ha sradicato il pallone dai piedi di Possanzini ed ha innescato l’azione del terzo gol. Ecco la squadra «tuttadunpezzo», che adesso deve cominciare a fare punti anche in trasferta: obbligatorio, da qui a Capodanno tre su quattro partite. E’ stato un Treviso diverso: o meglio, simile a quel che si era percepito contro il Mantova prima dello stop imposto al campionato, ma assai più attento, determinato e concentrato rispetto alle troppe esibizioni negative del passato. E siccome si sapeva che non erano giocatori senza stoffa, ma forse solo senza la giusta testa, una volta abbinate le due cose, speriamo che il vento sia cambiato. Il Brescia, che invece vive il suo periodo d’involuzione e di malasorte, si è trovato presto a disagio contro un avversario più aggressivo. E la partita si è messa subito da una parte quando Daniele Quadrini ha sorpreso Viviano con un gran sinistro da fuori area, un gollasso con tanto di dedica, annunciata, alla piccola Denise nata da un mese. Poi il Treviso ha saputo tener duro, anzi durissimo, e venir fuori dal periodo più difficile di tutto il pomeriggio: prima del riposo l’assedio del Brescia è stato tenace, il gol dell’1-1 è stato vicinissimo (testa di Feczesin out di un millimetro), ma quel che nelle settimane scorse arrivava con facilità deprimente (i gol altrui), stavolta non è arrivato. E nella ripresa, mentre il cielo scaricava barili d’acque, il Treviso scaricava altri due gol nella porta di Viviano, entrambi firmati da quel vecchio eroe di nome Gigi Beghetto, terminale di una squadra che non ha voluto mollare mai neppure un centimetro, anche quando Cosmi ha provato le tre punte: dentro Bazzani (con la bella Alessia Merz a soffrire in tribuna), Possanzini largo, tutto inutile di fronte a un Treviso così. Scurto sulla linea e il palo esterno hanno detto di no anche a Mannini. Non era giornata per il Brescia, questo era il giorno del Treviso. Che la sciocca espulsione di Russotto non poteva più rovinare. Con i tre punti, il Treviso ha già scavalcato tre squadre in classifica: avanti così.

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