Treviso Calcio, la carica dei tifosi per la serie C: «Noi ci saremo, rendeteci orgogliosi»
Presentata sotto la Loggia dei Trecento la nuova squadra del Treviso Calcio. Tifosi in festa, Gucher acclamato e il presidente Botter fissa gli obiettivi: «Salvezza e divertimento»

Un cerchio che si chiude e uno che si apre. Ma con un enorme punto di raccordo: l’entusiasmo. A quattro mesi di distanza dallo storico 26 aprile 2026 – giorno ufficiale del ritorno tra i professionisti –, il popolo biancoceleste si è radunato ancora una volta. Sono ancora vivide le immagini di quel pomeriggio: Piazza dei Signori piena fino a scoppiare, i cori, i festeggiamenti, le emozioni e la gioia fino a tarda notte. La sublimazione di un percorso incredibile, da “e vissero felici e contenti”.
Ora invece è il momento del sequel, del secondo disco che deve essere all’altezza del primo, del livello successivo. Vero, molti protagonisti sono cambiati al termine di una campagna acquisti che definire intensa è riduttivo. Ma non gli spettatori, non i tifosi. Se ad aprile si trattò di un abbraccio di ringraziamento verso i propri eroi della domenica, quello di ieri è stato diverso. È stato un abbraccio per darsi la carica, per comunicare alla squadra il messaggio più semplice in assoluto: «Noi ci saremo, rendeteci orgogliosi».
La serata
Per gli scaramantici, la serata di ieri ha rappresentato un ottimo punto di partenza: stessa data dello scorso anno – il 28 agosto –, stesse condizioni atmosferiche, stesse ripercussioni sull’organizzazione. La presentazione, prevista inizialmente in Piazzetta Aldo Moro, è stata infatti spostata sotto la Loggia dei Trecento a causa della pioggia. Insomma, lo stesso preludio che ha portato alla promozione in Serie C. Gli eventi atmosferici avversi non hanno fermato i tifosi, che hanno riempito la piazza e non hanno smesso di cantare per un secondo.

Tra la calca biancoceleste, il primo a parlare è stato il presidente Botter, che ha dato il via alle danze raccontando un aneddoto sul Tenni: «Quando a luglio il presidente della Lega Pro Marani e il segretario generale Paolucci sono venuti a farci visita al Tenni, il presidente mi ha preso in disparte e mi ha detto che non ce l’avremmo mai fatta a giocare le prime partite in casa al Tenni. Gli ho risposto che non conosceva me, non conosceva il mio staff e, soprattutto, nono conosceva i trevigiani. E il risultato si è visto. Ringrazio tutti quelli che si sono impegnati per raggiungere questo obiettivo, hanno lavorato tutti dalla mattina alla sera». Il presidente ha parlato anche di campo: «Ci siamo prefissati due obiettivi: il primo è conservare la categoria, il secondo è divertirci. Quindi noi vorremmo raggiungere la salvezza il prima possibile e, dopo averlo fatto, iniziare a divertirci come si deve».
Non è mancato l’intervento del sindaco Conte: «Non dobbiamo fermarci qui, non voglio sentir parlare di accontentarci della salvezza. Dobbiamo scendere in campo ogni domenica per vincere. Tredici anni dopo siamo tornati nel calcio che conta, le gare diventano sempre più dure, ma la nostra squadra deve entrare in campo con la voglia di combattere partita dopo partita». Insieme a Conte hanno presenziato anche l’assessora allo sport della regione Veneto Paola Roma e i consiglieri regionali. Ma non solo: tramite video, è comparso anche Luca Zaia, che in un minuto ha salutato e augurato buona fortuna alla squadra.
La squadra
Dopo i saluti agli sponsor del Gruppo Grigolin, Laguna Motors-Commauto e CentroMarca Banca – che hanno reso possibili i lavori al Tenni in tempo record – è stato il momento della presentazione delle maglie ufficiali: oltre alla seconda e alla terza – svelate nelle scorse settimane – è stata mostrata anche la prima con i classici colori biancocelesti. Ma non solo: la vice presidente Orietta Miotto ha presentato anche una maglietta speciale in collaborazione con Lenovo, che racchiude in sé una serie di simboli legati alla città di Treviso.
Poi, finalmente, è stato lasciato spazio ai protagonisti della squadra: i giocatori sono stati invitati uno a uno a salire sul palco e i decibel si sono alzati. Un’accoglienza particolare è stata riservata allo sfortunato Filippo Artioli – impossibilitato a scendere in campo nelle prime due gare stagionali per via di un infortunio che lo terrà lontano dai campi per diversi mesi – e, soprattutto, capitan Gucher, il più acclamato tra tutti.
Un saluto speciale è stato rivolto anche allo staff tecnico e medico, in particolare al direttore sportivo Pierfrancesco Strano, che ha dovuto interrompere più volte sul nascere il proprio discorso per via dei continui cori dei tifosi, che con il calare della luce hanno acceso anche diversi fumogeni per surriscaldare ulteriormente un ambiente già carichissimo. Poi, quando è riuscito a prendere la parola, Strano ha ovviamente ringraziato per il supporto: «Spero che lunedì sarete carichi come lo siete oggi, vi aspettiamo numerosi. A Trento si sentivano solo i vostri cori, so che giocheremo sempre in casa».
Anche Gorini sa quanto il supporto dalle tribune potrà essere significativo sul campo: «Insieme si riesce a fare tanto, credo che l’unione di intenti, con lo spirito e col sudore si possano raggiungere tanti obiettivi».
Capitan Gucher ha chiuso ricordando i vecchi compagni: «Oltre a dare il benvenuto ai nuovi arrivati, vorrei ringraziare chi c’era l’anno scorso. Sono cambiate tante cose, ma se oggi partecipiamo alla Serie C è merito loro».
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