Traguardi volanti al Giro d’Italia: sventola Bandiera

Il trevigiano ha trovato le alleanze giuste per difendersi dall’attacco al primato di Tjallingi

Si sono sfidati, si sono affrontati, si sono marcati stretto. Sono diventati inaspettatamente rivali. L’uno non ha più concesso spazio all’altro, l’uno non ha più abbandonato l’altro, l’uno non ha più perso di vista l’altro. Come fra giocatori avversari, come fra difensore e attaccante, al triplice fischio coinciso con la volata di Trieste, il trevigiano Marco Bandiera e il toscano Andrea Fedi si sono scambiati le maglie. Hanno battagliato per due settimane, spartendosi due classifiche minori del Giro: Bandiera ha vinto la graduatoria dei traguardi volanti e concluso al secondo posto il Premio fuga Pinarello, posizioni invertite per Fedi. Un simpatico duello, un Giro nel Giro. Perché la corsa rosa, o meglio il ciclismo, vive di queste storie. «Tutto è nato casualmente, mi sono trovato in fuga una prima volta e nelle gambe ho messo subito oltre 200 km», racconta il gregario di Maser, che riprenderà giovedì prossimo al Gp Gippingen, «Fedi si era già avvantaggiato, visto che era andato all’attacco in Irlanda. Ho infilato altre tre fughe, poi non è stato più possibile: Fedi era sempre alla mia ruota, mi stoppava e non mi lasciava partire, talvolta scoppiavo pure a ridere. Fedi era diventato la mia ombra, mi giravo e vedevo lui. Fin dal mattino: uscivo dal pullman e lo incrociavo, mi presentavo al foglio firma e già mi pedinava. Inevitabile scambiarsi la maglia l’ultimo giorno: le ostilità erano finite».

Fedi ha totalizzato 608 km, Bandiera 504 km: cifre che nell’ultima settimana non sono state più modificate. Come primo e secondo gradino (32 punti contro 26) nei traguardi volanti. Anche se il terzo incomodo, l’olandese Maarten Tjallingii, stava per trasformarsi in guastafeste: «Fedi e io avevamo raggiunto una tregua armata, dividendoci le due classifiche. Il penultimo giorno, a sorpresa, si è inserito però Tjallingi. Prima della tappa dello Zoncolan, non l’avevo preso nemmeno in considerazione, ma in caso di vittoria sul traguardo intermedio di Trieste, mi avrebbe superato. E che cosa ha fatto domenica? Ci ha provato, è scattato dopo 30 km: abbiamo menato per riprenderlo. Per fortuna, ho tanti amici in gruppo, da Dario Cataldo ai Movistar, che mi sono venuti in soccorso. Se ha tirato pure l’amico Gatto? È venuto a prendermi in giro... Quando abbiamo ripreso l’olandese, ho tirato un sospiro di sollievo. Ci tenevo al premio: è la prima classifica che vinco da professionista».

Mattia Toffoletto

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