Toh, il Treviso sa anche pareggiare
Con il Mantova va sotto, rimonta, sorpassa e poi si fa infilare di nuovo

Ottenere il primo pareggio alla quattordicesima partita del campionato è un dato statisticamente singolare, ma è anche un dato che ha dei significati. Se il Treviso fosse stato bravo a farne altri, di pareggi così, cioè acciuffati in modo sanguigno, soprattutto in trasferta (dove invece ha sempre perso), ma pure al Tenni (pensiamo alla gara col Pisa), ora la sua classifica non sarebbe un capolavoro, ma certamente un po’ meno sofferente. Estrapolato da questo quadro generale, il 2-2 contro il Mantova perde invece parecchio appeal, perchè non muta quasi nulla della attuale situazione della squadra di Pillon. Servivano tre punti, potevano arrivarne zero, dunque accontentiamoci di uno: ci può essere solo questa filosofia di basso profilo ad accompagnare questo risultato. Il Treviso è stato sia in svantaggio che in vantaggio, dunque il campionario delle sensazioni vissute è stato variegato, anche se in definitiva dopo cinque minuti della ripresa il 2-2 era già stato scolpito. Intorno alla mezzora del primo tempo il condensato delle emozioni più grosse: il Mantova è passato (capocciata sicura di Godeas) con un certo merito, a coronamento di una lunga fase di superiorità abbastanza netta, che lo aveva già portato a sfiorare il gol più volte, ma in almeno tre di queste Calderoni era stato superlativo ed aveva represso con altrettante paratone gli istinti da killer di uno scatenato Caridi. I rossi di Tesser hanno siglato l’1-0 però con l’ombra di una punizione che l’arbitro Velotto ha sciaguratamente invertito: da quel calcio franco che doveva essere del Treviso è nato il cross decisivo per la testa di Godeas. Sarà perchè si sentiva defraudato, sarà perchè stava per sprofondare come troppe volte è successo fin qui, la squadra di casa ha sfoderato una gran reazione d’orgoglio e nello spazio di poche giocate ha capovolto completamente la situazione, scatenando nel vecchio catino cittadino sopiti entusiasmi. Merito di una superlativa bordata di Gigi Beghetto (assist di Barreto, ruoli capovolti rispetto alle abitudini), che fronte all’area appena ha avuto un paio di metri di libertà ha fatto partire un inopinato esterno sinistro: c’era il diavolo in quella parabola, che è andata a finire la sua corsa giusto all’incrocio dei pali. E poco dopo, davvero tremenda la punizione messa in mezzo con potenza da Guigou: quando stava per spegnersi tra le braccia di Pegolo, è piombato Bonucci-san, un tipo a cui piace tanto salire dalla difesa sui calci da fermo, e con un colpo di kung fu l’h sbattuta in rete per il 2-1. Con questo risultato si è andati al riposo, a cui gli ospiti sono arrivati anche dovendo fare i conti con il serio infortunio a Grauso. Ma sono stati bravi a riequilibrare subito le sorti in apertura di ripresa: con il primo gol stagionale di Fiore, abile a prendere il tempo alla difesa trevigiana e a piegare da pochi passi le mani a Calderoni. Per tutto il resto della gara le due squadre si sono battute, ma soprattutto il Mantova ha avuto le palle buone per vincere, sprecandole con Tarana e Fiore. Il risultato comunque non è più mutato e per Pillon e Tesser, tutto sommato, è andata bene così. La partita ha detto che il Treviso con questo assetto (4-4-2, che non può prescindere da Beghetto) guadagna in incisività e caparbietà: Pillon d’ora in poi deve lavorare su questa ossatura, sperando che gli eventi glielo consentano. Forse non basta ancora per vincere, ma almeno aiuta a non perdere: e siccome i prossimi avversari si chiamano Albinoleffe e Brescia, e la classifica non è certo migliorata, è cosa buona e giusta.
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