Tarvisium, l’A festa è proprio grande

Il maxi pranzo collettivo, poi la passerella della prima squadra, le premiazioni, e infine la canonica lotteria. Birra e libagioni a gogo, inni e canzoni, sfottò e look curiosi. La grande festa di fine anno della Tarvisium, ieri, è stata un successone, in un autentico bagno di folla. Il campo di San Paolo è stato invaso sin dall’ora di pranzo: atleti (dall’under 6 ai senior), veterani del touch e i grandi ex, tecnici, dirigenti, famiglie, appassionati, i leggendari Sprybryckx. Non meno di 600 persone, dai 6 agli 85 anni, dice chi ha fatto i conti all’ingresso.
I 45 anni del club di San Giuseppe, fondato da Nata Cadamuro il 2 agosto 1969 non potevano essere celebrati meglio. Le magliette rosse, da allora l’altro versante del rugby cittadino, sono da pochi giorni tornate in serie A, sotto la guida di Roberto Favaro e dell’assistant Bovo. Il sindaco Giovanni Manildo non ha voluto mancare alla festa: e a un certo punto si è ritrovato sollevato e portato in trionfo dai giocatori. Il primo cittadino era accompagnato dall’assessore allo sport Ofelio Michielan, e dal presidente del consiglio Franco Rosi, che hanno consegnato riconoscimenti al presidente del club, Guido Feletti,a a coach Favaro e a capitan Manuel Pavanello.
Intanto Feletti - ieri rivelatosi anche eccellente speaker e anfitrione – getta le basi per la prossima stagione. Confermato lo sponsor Volteco, rinnovato l’accordo con i coach, si cercano rinforzi fra i grandi ex (il primo nome è Enrico Pavanello, fratello di capitan Manuel: Enrico vorrebbe però anche allenare), si punta a confermare l’argentino Stodart e a innestare fra pack e trequarti giovani emergenti più che nomi altisonanti, in linea con lo spirito «duro e puro» della società.
E torna alla ribalta anche al questione campo. Logica e razionalità vorrebbe che con la serie A le magliette rosse tornassero a giocare allo stadio di Monigo, com’era un tempo quando la Tarvisium era in A2, e si era trovata la quadra per una coabitazione magari non idilliaca ma sempre significativa per la Treviso capitale del rugby italiano.
Lo stadio, di proprietà del comune, è da anni in concessione al Benetton. Sembra che ieri se ne sia parlato, fra la dirigenza del club e lo stesso Manildo e l’assessore Michielan, ma il primo a non voler forzature sembra sia lo stesso Feletti, nel quadro dei rapporti con il Benetton. Feletti avrebbe invece insistito sull’ampliamento della struttura di San Paolo, per la quale esistono da tempo progetti che vanno oltre il rugby, per creare una piccola cittadella dello sport, del tempo libero, dell’attività ludico motoria. Se son rose...
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DELLA FESTA DELLA TARVISIUM
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