Fra moglie e marito... non mettere il derby. L’intervista doppia a Valentin Chery (TvB) e Alexia (Umana)

Valentin Chery e Alexia Chartereau Chery si preparano a vivere il derby fra Reyer e Nutribullet in programma domenica 25 ottobre. L’emozione, la scaramanzia, l’ansia e la routine tra gli allenamenti e il piccolo Elijah viste da lei e da lui

Lucia Anselmi, Federico Bettuzzi
Alexia Chartereau Chery con il marito Valentin Chery
Alexia Chartereau Chery con il marito Valentin Chery

«Finché il derby non vi separi» avrebbe potuto dire il prete che ha sposato Valentin Chery e Alexia Chartereau Chery nel luglio del 2023. Scherzi a parte, domenica 25 ottobre si prospetta una serata speciale per i coniugi, quella della prima sfida vissuta con indosso i colori di squadre rivali.

Ala a Treviso lui. Ala pure lei, ma a Venezia.

Li abbiamo intervistati entrambi, ecco cosa ci hanno detto.

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Alexia: «Guarderò la gara sugli spalti con nostro figlio Elijah»

Alexia Chartereau Chery, centro classe 1998
Alexia Chartereau Chery, centro classe 1998

Alexia, domenica 25 ottobre ci sarà il derby tra Reyer e TvB,. Che effetto le fa vedere suo marito, Valentin, giocare nella squadra avversaria?

«Quella di domenica 25 ottobre sarà un grande partita, non vedo l’ora di essere al Taliercio. Sono super orgogliosa di Valentin e di vederlo giocare in un campionato così emozionante e di alto livello. Lo guarderò sugli spalti insieme ad alcune delle mie compagne di squadra e con nostro figlio Elijah che abbiamo avuto un anno e mezzo fa».

Come avete vissuto questa settimana prima del derby? Ne avete parlato, oppure a casa il basket non è un argomento di conversazione?

«Ho sentito parlare del derby appena sono arrivata qui e posso dire che in quest’ultima settimana si percepisce la portata dell’evento sia per Venezia sia per Treviso. Di sicuro ne abbiamo parlato a casa, ma è anche vero che io e mio marito parliamo di pallacanestro, ma non è il primo argomento di cui si discute quando arriviamo a casa e avere questo equilibrio ci rende molto felici. Noi amiamo il basket, è il nostro lavoro, ma quando siamo a casa abbiamo bisogno di liberare la mente».

A questo proposito essendo entrambi atleti professionisti e genitori, come riuscite a conciliare allenamenti, impegni e partite con la vostra vita privata?

«Riusciamo a bilanciarci molto bene. Vede, quando siamo agli allenamenti o in partita diamo sempre il 100% così come diamo il massimo quando siamo a casa con Elijah. Da quando siamo diventati genitori siamo ancora più felici e determinati. Ci piace la nostra vita e abbiamo il nostro equilibrio».

Come siete arrivati alla scelta di venire a giocare in Italia?

«Stiamo insieme da 8 anni e abbiamo sempre giocato entrambi in Francia quindi volevamo vivere un’esperienza fuori dalla nostra comfort zone. Prima ho firmato io con la Reyer, il progetto mi ha subito convinta, poi è arrivata la proposta di Treviso per Valentin che ha firmato qualche mese dopo di me. Siamo molto contenti di questa scelta e di essere qui».

Lei ha iniziato sia il campionato sia l’EuroCup nel migliore dei modi. Se lo aspettava?

«Lavoriamo duro ogni giorno per vincere tutte le partite e siamo davvero felici per questo inizio di stagione, anche se, c’è ancora tanto da fare per crescere. Di sicuro eravamo un po' delusi dopo la sconfitta nelle qualificazioni di Eurolega, ma abbiamo dovuto riprenderci e lo abbiamo fatto piuttosto bene».

Un’ultima domanda, ma domenica per tiferà: per la Reyer o per Valentin?

«Sì, questa è una domanda trabocchetto (ride) quello che posso dirle è che io domenica sarò lì sugli spalti e so che assisterò a una partita bellissima tra due ottime squadre e potrò farlo insieme a mio figlio cosa di cui sono molto grata. Sono davvero molto felice di poter vedere giocare mio marito in un match così importante e ripeto poterlo fare con Elijah è una vera benedizione».

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Valentin: «Dovessimo vincere, festeggerò per il risultato»

 

Valentin Chery, ala/centro francese classe 1997
Valentin Chery, ala/centro francese classe 1997

Valentin, mancano poche ore al derby. Percepisce ansia da vigilia?

«È ovvio che si avverta l’attesa per questa partita. Ma dovessimo vincere, sarò felicissimo e festeggerò il risultato».

Lei e sua moglie Alexia affrontate mai l’argomento lavorativo in famiglia?

«Succede, specie dopo le partite. Fa parte del nostro ambiente, ma ogni volta preferiamo voltare pagina e pensare ad altro. Soprattutto da quando è arrivato nostro figlio Elijah che monopolizza le nostre attenzioni».

Vivete assieme a Mestre ma siete separati dai colori dei club: conoscete la posta in palio domenica?

«Sin dal primo giorno a Treviso i tifosi ma anche in società mi hanno spiegato il valore speciale di questa partita. E lo stesso vale per Alexia a Venezia».

E voi due, a casa, avete mai affrontato l’argomento?

«In realtà non molto. La gente intorno a noi sa che lavoriamo per due realtà vicine territorialmente ma rivali. Noi due viviamo la nostra serenità famigliare e ci dedichiamo a quel che dobbiamo fare in campo».

Sua moglie in preseason veniva spesso a vederla, ma stasera giocherà al Taliercio con le sue compagne: pensa di seguirla a bordo campo?

«Cerco di non perdermi le sue gare come lei fa con me, il nostro rapporto si basa anche sul tifo incrociato. Certo, a volte è difficile essere presenti sugli spalti, la stanchezza e un figlio da crescere sono fattori importanti che influiscono sul tempo libero».

A proposito, potrebbe illustrare la vostra routine di coppia? D’altronde è la prima volta che vi trovate a giocare entrambi all’estero.

«Il momento più bello è al mattino, quando possiamo fare colazione e goderci del tempo assieme prima di iniziare le nostre attività. Nel resto della giornata a volte è difficile incrociarsi, dipende dai rispettivi impegni che non sempre si incastrano».

E con vostro figlio, come gestite l’impegno di coppia?

«Cerchiamo di far combaciare le rispettive agende. Di solito i miei allenamenti sono al mattino o all’ora di pranzo, mentre Alexia va in palestra al pomeriggio. Ci alterniamo con Elijah, ma appena siamo assieme è bellissimo poterci occupare di lui».

Dopo due mesi trascorsi in Veneto, tra Treviso e Venezia, cosa pensa dell’LBA?

«Non conoscevo la lega italiana, almeno non direttamente. Prima di firmare con TvB avevo visto qualche partita in tv, nulla più. Ora posso dire che la Serie A è piuttosto fisica, parecchio intensa. Ci sono tanti giocatori di talento e molto intelligenti, abituati a gestire parecchi possessi. È un torneo molto stimolante e competitivo».

Ha riscontrato qualche difficoltà in particolare?

«Soprattutto a Milano, perché l’Olimpia è abituata a disputare partite ad alto livello. Contro un’avversaria del genere ogni errore è pagato a caro prezzo. Reggere l’intensità dell’Armani è stato improbo ma rappresenta un insegnamento per il futuro».

 

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