«Qui Volpago a voi Mirandola»

In 500 alla “Corsa per l’Emilia” organizzata da Bettiol & C. Atleti anche a Castelcucco, Arfanta, Casacorba e Lutrano

VOLPAGO. Metro dopo metro e chilometro dopo chilometro, il popolo dei podisti raccoglie 1.710 euro da devolvere al Comune emiliano di Mirandola. Successo di partecipazione e solidarietà per “Corri per l'Emilia”, la corsa non podistica organizzata sabato sera da Salvatore Bettiol e Montello Runners Club. In circa 500 sono arrivati a Volpago, dividendosi tra i due percorsi (4 e 12 km) disegnati da Bettiol sulle strade che ieri hanno fatto da trampolino di lancio alla sua carriera e ancora oggi, una ventina d’anni dopo il secondo posto della maratona di New York e il quinto dell’Olimpiade di Barcellona, rappresentano la palestra ideale per i suoi allenamenti da tranquillo cinquantenne.

«Oggi abbiamo corso pensando ai terremotati dell’Emilia, domani potremmo farlo per sostenere altre giuste cause. L’importante è che la manifestazione mantenga questo spirito di massima apertura a tutti gli appassionati: famiglie e bambini, prima di tutto», ha detto Bettiol. C’è chi ha affrontato la corsa con impegno, come l’azzurra di casa, Bruna Genovese, che, alla seconda uscita ufficiale dopo la maternità, ne ha approfittato per svolgere un allenamento, arrivando al traguardo al terzo posto assoluto preceduta solo da Francesco Guerra e Christian Guarnier.

Ma c'erano moltissimi mamme, papà e bimbi, gruppi di amici, qualche passeggino e anche qualche cane al guinzaglio. «Abbiamo trasmesso un messaggio importante: a Volpago siamo vicini alla gente dell’Emilia che soffre. Complimenti a chi ha organizzato, ma anche a chi ha corso», ha commentato il sindaco di Volpago, Roberto Toffoletto, che si è cimentato sul percorso breve. Poco prima del primo cittadino, confusa nel gruppo, è giunta sulla vecchia pista di atletica di Volpago anche Luciana Saccol, indimenticato talento del mezzofondo trevigiano degli anni ’80.

Sabato si è corso anche ad Arfanta di Tarzo, con la settima Panoramica di San Bartolomeo: belli i passaggi tra la natura del paese e soddisfatti i podisti che hanno potuto scegliere tra il percorso di 6 km e quelli di 12. In contemporanea, sempre sabato, Casacorba di Vedelago si è colorata di podisti per la 17esima passeggiata ecologica fra le risorgive del Sile: grande il successo delle tante famiglie accorse per godersi gli splendidi paesaggi di un posto davvero unico.

Successone anche per le marce domenicali. A Castelcucco, oltre 500 i partecipanti alla quarta Corsa di San Bortolo, dove c'è stata una “vittoria” in famiglia. A tagliare per primi il traguardo nella 13,3 km e nella 7 sono stati padre e figlio, Lucio e Roberto Fregona. Il podio maschile assoluto è stato composto anche da Ivan Basso e Giacomo Vettorel (a seguire Andrea Zanatta e Simone Zanella). Al femminile, la distanza lunga ha visto la vittoria di Maddale Boscardin seguita da Marisa Ferronato e Lucia Ghizzo (e poi Antonella Feltrin e Gianna Azzolin). In corsa anche il sindaco di Castelcucco Adriano Torresan, che ha affrontato il percorso breve di 6 km.

A Lutrano invece per i “Quattro pass par Lutran” c'è stato il festival dei ristori, ben nove lungo i tre percorsi. La 31esima edizione della manifestazione è stata accompagnata da una piacevole pioggerellina che, se da un lato ha scoraggiato qualcuno, dall'altro ha dato un po' di refrigerio ai 2.600 marciatori che non sono voluti mancare. Tra loro anche i “gemelli” francesi: il Comune di Fontanelle è infatti gemellato con la città francese di Auterive e proprio da lì è arrivata, in occasione della marcia, una comitiva di ben 55 corridori. Nella 6 km (riservata agli under 14) vittoria di Nicola Villanova e Giada Boscarato, nella 12 km l'hanno spuntata Fabio Bernardi e Alem Fker; nella 21 km a tagliare per primi il traguardo sono stati Mauro Amadio e Monia Lorenzon.

Nella top ten delle cose da ricordare il maxi ristoro a metà corsa, quello di Fontanelle: i commercianti hanno organizzato un “buffet” con trippe, pasta con fagioli, macedonie ed ogni prelibatezza. Il giusto “premio” dopo la marcia tra le campagne di Lutrano, con passaggi nelle cantine della zona (e rigorose degustazioni alcoliche e non), affiancando i vigneti, dove i podisti hanno potuto “toccare con mano” le “bellussere”, un modo di coltivare la vite non a filare, ormai in disuso, ma traccia della tradizione del vino.

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