Pellizotti anche nel 2018 alla Bahrain

Ciclismo. Il corridore di Bibione (marenese d’adozione) resterà con Nibali
Bahrein - Merida 2017 - 16/12/2016 - - photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2016
Bahrein - Merida 2017 - 16/12/2016 - - photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2016
TREVISO. Ne compirà 40 il 15 gennaio, ma è lungi dal voler smettere. D’altronde, con quanto mostrato al Giro d’Italia, farebbe quasi sensazione il contrario. Questa stagione, con l’approdo alla Bahrain-Merida di Nibali, pare avergli tolto qualche anno dalla carta d’identità, quasi vivesse una seconda giovinezza. Franco Pellizotti, il “Delfino di Bibione”, marenese d’adozione, sta discutendo il rinnovo del contratto. «Se andrò avanti? Penso di sì, un altro anno vorrei farlo» conferma Pellizotti «per la stagione ventura, ci sarebbe in ballo il Tour con Vincenzo. Qualcosa in più anche per me, non lo corro dai tempi della Liquigas».


E da quella maglia a pois conquistata sul campo, ma poi cancellata a tavolino per la controversa vicenda delle anomalie nel passaporto biologico. «Non solo il Tour» svela “Pelli”, «il progetto si estende al Mondiale 2018 di Innsbruck, una corsa che potrebbe essere indicata per scalatori. Perfetta per Vincenzo». Riabbracciare la maglia azzurra, indossata all’Olimpiade di Pechino 2008, equivarrebbe alla chiusura del cerchio. Prima c’è però una Vuelta, iniziata sabato scorso, tutta da scrivere: «Vincenzo è in splendida forma» dichiara, «il percorso fa per lui: duro, impegnativo. In un’ipotetica griglia, è in prima fila con Froome. Poi Chaves e Zakarin».


Pellizotti ritrova la Vuelta dopo 10 anni. Terza partecipazione, nel profilo anche 11 Giri e 3 Tour: «L’esordio alla Vuelta fu nel 2001 da neo pro e coincise con il mio primo grande giro. L’affrontai da protagonista, m’è rimasta nel cuore».


L’attualità impone però una riflessione sull’attentato a Barcellona: «La Vuelta attira tanta gente, t’assale la preoccupazione e realizzi che può capitare a chiunque».
(m. t.)


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