Patron Bragagnolo «Il Giro in fabbricaun’idea fantastica»

RIESE. La soddisfazione ci sta tutta, ci mancherebbe: essere, nel Veneto, la prima azienda in assoluto che ospita lo start di una tappa del Giro d’Italia, è sicuramente cosa da andare fieri. E non lo nasconde Furio Bragagnolo, presidente di Pasta Zara. «Non è stato facile: all’inizio gli organizzatori erano un po’ titubanti per questa ipotesi. Poi nei fatti non solo abbiamo dimostrato che era fattibile, ma che era anche la soluzione ottimale a livello logistico. Ma il fatto che una tappa parta dall’interno di uno stabilimento produttivo ha anche un significato particolare, in questi tempi. In riferimento al mondo delle imprese e a quanto possono fare a beneficio di tutta la collettività. Perché l’impresa è anche un patrimonio sociale oltre che una presenza economica».
Bragagnolo, dunque questa avventura sta finalmente arrivando in porto…
«Certo, e anche dal punto di vista organizzativo abbiamo adottato lo stile delle due ruote, non dimenticando che il ciclismo è uno sport di squadra. E qui a Riese è stata messa su una squadra ineccepibile: oltre a Pasta Zara, main sponsor dell’ultima tappa, questo appuntamento è stato reso possibile anche grazie alla disponibilità espressa dagli altri sponsor, oltre che delle istituzioni come il comune di Riese Pio X e della professionalità dell’Asolo Bike Poggiana. Per questo non lo considero un risultato individuale, ma proprio di gruppo».
In qualche modo questo primato di ospitare la partenza di tappa è stato visto come un riconoscimento ad un impegno costante nel tempo nel sostenere le due ruote, anche per i dilettanti e per il ciclismo femminile, vedi il fatto di essere main sponsor del Giro d’Italia di questa categoria dal 2009 al 2012. Che non sono certo settori che offrono la stessa visibilità.
«Per quanto riguarda i dilettanti, posso dire che fa parte dello stile di Pasta Zara aiutare lo sviluppo di manifestazioni che vedono atleti in crescita, e non solo nel ciclismo. Crediamo fortemente che lo sport abbia un valore educativo per i nostri giovani e quindi dobbiamo incoraggiarlo. Per quanto riguarda il ciclismo femminile (nel quale Pasta Zara ha una squadra che porta il suo nome, ndr) in effetti in Italia non ha la stessa risonanza di quello maschile. Tant’è che le nostre atlete sono quasi tutte straniere, nonostante il fatto che il ciclismo femminile sia una disciplina olimpica. Ma attenzione: all’estero l’attenzione per questo settore è decisamente importante. Ed essendo un’azienda vocata all’export è ovvio che teniamo presenti le tendenze di tutto il mondo, soprattutto se riguardano i mercati dove abbiamo programmato un’espansione. Cosa che calza a pennello proprio con il ciclismo femminile».
Dunque, una scelta di marketing?
« Ma non solo».
In che senso?
«Nel senso che è strettamente connesso al nostro business anche il fatto di promuovere una sana alimentazione. È ormai assodato scientificamente che i carboidrati disponibili con la pasta sono alla base di una corretta alimentazione. Da tempo organizziamo momenti formativi nelle scuole proprio per diffondere questo concetto e lo sport si collega direttamente a questo. Infatti una corretta alimentazione è una componente essenziale se si vogliono raggiungere ottimi risultati in ambito sportivo. Se poi i carboidrati sono quelli di Pasta Zara, il successo è assicurato… Battute a parte, anche per questo proprio in occasione della tappa prenderà avvio una iniziativa che riguarda la promozione del consumo di pasta»".
Ovvero?
«L’outlet marchiato Pasta Zara che aprirà presso la nostra sede di Riese. Oltre alla pasta abbiamo sviluppato una linea che comprende sughi e olio d’oliva, anche qui stando attenti alla qualità in vista del benessere. In questi outlet sarà disponibile l’intera gamma di Pasta Zara ad un prezzo molto conveniente. Una modalità per dare una mano in questi tempi non proprio felici economicamente».
Calcio, basket, atletica, campus estivi: a Riese Pasta Zara c’è ormai dappertutto…
«E siamo in espansione anche a Rovato e a Muggia. Riteniamo infatti fondamentale una interazione con il territorio dove siamo presenti. A Riese lo siamo di più perché proprio quest’anno festeggiamo cinquant’anni di presenza in via Castellana, che rimane il nostro quartier generale e che è stato oggetto di un potenziamento. Come si potrà vedere domenica quando apriremo al pubblico lo stabilimento».
La foto del suo profilo Facebook la ritrae in sella alla bici da corsa. Allenamenti regolari o sogno da realizzare?
«Magari fossero regolari gli allenamenti. Nell’ultimo anno gli impegni sono stati talmente tanti che mi è stato difficile ritagliare uno spazio adeguato. Ma a breve ricomincio».
Cosa sarà la partenza dell’ultima tappa del Giro da Riese?
«Una festa. Per tutti».
Davide Nordio
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