MONTEBELLUNA. Tre medaglie d'argento ai campionati italiani giovanili di Riccione: 50, 100 ...

 
MONTEBELLUNA.
Tre medaglie d'argento ai campionati italiani giovanili di Riccione: 50, 100 e 200 dorso. E' la conferma che Margherita Panziera, 16 anni il prossimo agosto, è ormai qualcosa di più di una promessa del nuoto. In realtà agli ultimi campionati estivi, a Roma, aveva fatto ancora meglio, conquistando il titolo italiano junior nei 200 dorso. Ma quello era un exploit quasi inatteso e comunque i successi hanno bisogno di conferme, di diventare duraturi, per certificare il valore di un atleta. Per questo i nazionali di Riccione erano, per la dorsista montebellunese, una specie di esame, che Margherita ha superato assai brillantemente. «Sono molto soddisfatta - dice con grande serenità - e lo è anche il mio allenatore, Michele Cavallin, che mi ha fatto i complimenti».  Però è mancato l'oro. Dispiaciuta? «Nei 50 e nei 100 ho migliorato il mio personale e l'ho confermato nei 200. Per ora va bene così. Per il futuro devo migliorare partenza e virate, il mio punto debole. Se ci riesco, posso puntare al gradino più alto del podio».  Magari in vasca lunga, con meno virate. «In vasca lunga mi trovo meglio. Per questo sono ottimista per i campionati estivi».  Tra due settimane ci saranno i campionati assoluti, stavolta in vasca lunga. «E' un appuntamento importante, perché ci si misura con i campioni. Per me l'importante sarà migliorare ancora un pò i miei tempi e fare esperienza».  Al mattino scuola: seconda scientifico al «Levi» di Montebelluna, anche con buoni risultati. Al pomeriggio nuoto, poi i compiti e lo studio. Costa molta fatica? «Non è facile conciliare scuola e sport. Talvolta devo saltare qualche allenamento per studiare. E spesso devo rinunciare ad attività o passatempi che mi piacerebbero. Mi chiedo anche, talvolta, se ne valga la pena».  Bastano le medaglie a dissipare i dubbi? «Le medaglie sono importanti, perché ti dicono che non hai lavorato per niente. Ma a me piace molto anche allenarmi, stare con le altre ragazze e i ragazzi della squadra. Siamo un bel gruppo, unito; ci aiutiamo a vicenda. Anche questa è una grande soddisfazione, spesso più importante delle medaglie».

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