Menetti: «Mi tiro le orecchie per l’approccio soft al match Squadra e tifo straordinari»

VILLORBA. È un sorridente Max Menetti quello che commenta la vittoria in rimonta della De’ L onghi contro la sua ex squadra.
«Devo fare i complimenti ai miei ragazzi», premette il tecnico emiliano. «La prestazione del gruppo è stata straordinaria, e anche il pubblico è stato fantastico. La partita? Sono molto più sorpreso dei primi 20’ in cui abbiamo commesso diversi errori, piuttosto che del resto. Si suol dire che certi sbagli partono dalla preparazione del match, quindi mi do una tirata d’orecchi, probabilmente nella gestione della gara non sono stato abbastanza attento. Ci prendiamo i due punti in classifica, molto importanti. Emotivamente, per un’ora e mezza non ho potuto certo tifare per la Reggiana che rappresenta un pezzo importante della mia storia. Sono ancora convinto che sia una squadra di alto livello che può giocare per l’alta classifica e che anche la dirigenza meriti maggiori soddisfazioni»
Ha stupito la differente reazione difensiva dopo un primo tempo in cui avete concesso 52 punti.
«Qualcosa abbiamo aggiustato, soprattutto dopo la pausa abbiamo cambiato approccio mentale. Non sono sorpreso di quel che è successo nei secondi 20 minuti, era questione di dettagli e maggiore attenzione».
Capitolo Parks. Dalle critiche di parte del pubblico al titolo di Mvp.
«Io su Jordan non ho mai avuto dubbi, lo dissi anche una settimana fa a Trieste. Lui ha la fiducia di tutti, è una bella soddisfazione per lui. Ma è vero che negli ultimi minuti avrei potuto invertire i quintetti a disposizione e chiunque avrebbe dato moltissimo: era questione di concentrazione e mentalità».
Certo non capita tutti i giorni vincere rimontando un simile passivo, cambiando modo di giocare radicalmente.
«Nei primi due quarti eravamo in difficoltà, ma non abbiamo mollato, anzi siamo rimasti appiccicati al match. Reggio ha avuto grandi meriti, ribadisco che è squadra con grande potenziale, e lo ha dimostrato anche stavolta. Lo svantaggio? Occorre calma e pazienza per rimontare».
A Trieste quasi senza guardie si era innalzata bandiera bianca dopo 35 minuti. Senza parlare di rammarico per quel risultato, una maggiore abbondanza di esterni vi ha aiutato?
«Le rotazioni più profonde tra le guardie sono state certo utili, ma stavolta il livello emotivo del gruppo era più basso rispetto a Trieste, dove l’emergenza aveva dato a tutti una motivazione in più. Quanto avvenuto stavolta non è qualcosa che mi colga impreparato, piuttosto voglio rivedere gli errori iniziali. Poi penseremo a Cantù: il nostro obiettivo resta concentrarsi su una gara alla volta». —
Federico Bettuzzi
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