Marchiol, capitan Candiago «Ritroviamo quel bel ritmo»

Capitano e simbolo del Mogliano. Papà e giocatore lavoratore. La famiglia con la moglie Laura e il piccolo Pietro (due anni e mezzo), l'azienda che distribuisce prodotti senza glutine di cui è socio...
20130511-stadio maurizio quaggia-mogliano vs viadana- gara 1 playoff scudetto-Photo Alfio Guarise
20130511-stadio maurizio quaggia-mogliano vs viadana- gara 1 playoff scudetto-Photo Alfio Guarise

Capitano e simbolo del Mogliano. Papà e giocatore lavoratore. La famiglia con la moglie Laura e il piccolo Pietro (due anni e mezzo), l'azienda che distribuisce prodotti senza glutine di cui è socio (progetto sviluppato con padre e zio del compagno Barbini, ma anche con Alessandro Carniato, vicepresidente Marchiol), gli allenamenti con i biancoblù di coach Mazzariol e lo scudetto da difendere. «Giornate piuttosto piene...», osserva. E lo sport come tradizione: la sorella Giulia, ex sciatrice azzurra, vive a Tolone con il fidanzato Martin Castrogiovanni ed è stata ingaggiata da Sky per le Olimpiadi invernali 2014. Edoardo Candiago, classe '78, è leader e punto di riferimento. Archiviato il morbido avvio con Capitolina e Fiamme Oro, domenica nel posticipo televisivo i campioni d'Italia saranno attesi dal probante match con Calvisano. Severa l'analisi di Edo, vietato adagiarsi sugli allori.

«I punteggi delle prime due partite sono troppo abbondanti, per quanto mostrato in realtà in campo», ammonisce, «C'è ancora tanto lavoro da fare, perdiamo troppi possessi e palloni. Siamo più leggeri degli avversari, perciò dobbiamo imporre un ritmo superiore, arma che la passata stagione ci permise di vincere. Invece adesso dobbiamo ancora ritrovare il ritmo dell'anno scorso, le nostre fasi di gioco sono troppo brevi e le stesse mete nascono da mischie o azioni individuali. Con le Fiamme Oro, abbiamo buttato via un punto, sbagliando tantissimo in attacco e difesa».

Il XV lombardo è “bestia nera”, tanto che l'unica vittoria è arrivata poche settimane fa in amichevole: «Ma in quell'occasione mancavano cinque-sei elementi, non sarà la medesima squadra. Dovremo essere più concreti e sbagliare il meno possibile, perché, come si è visto negli ultimi precedenti, quando stecchi con Calvisano, sistematicamente prendi meta. Hanno giocatori più esperti e di qualità come Griffen, uno che da solo può decidere le partite. Sono dotati di una mischia pesante: a determinare le sconfitte precedenti, inclusa l'ultima in casa loro, furono nostri errori. Se perderemo palloni, come accaduto sabato a Roma, difficilmente porteremo a casa la partita». Grinta e cuore, parola di capitano.

Mattia Toffoletto

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