La grande festa delle pantere mondiali «Che cuore, ci siamo fatte un mazzo così»

Garbellotto e Maschio: «Nel 2012 mai avremmo pensato di vivere emozioni del genere. Stupendo stappare il Prosecco»



«Sono grata di far parte di questa squadra». È un coro tra le ragazze dell’Imoco dopo la vittoria, come se la squadra fosse altro rispetto a loro, come se esistesse a prescindere da loro. Ad affermarlo è anche Paola Egonu, l’ultima arrivata, che mesi fa qualcuno aveva addirittura pensato di mettere in dubbio, perché avrebbe potuto cambiare il gioco e il clima idilliaco di Conegliano. E invece la più forte del mondo è diventata subito una delle pantere. «Sono felicissima, ci siamo portate a casa questo Mondiale combattendo fino all’ultimo. Sono orgogliosa di far parte di questa squadra», dice a caldo con la medaglia al collo e dopo aver ritirato anche il premio come miglior giocatrice della rassegna. «Spero che vinceremo altre coppe, perché lavoriamo tanto e ci facciamo un mazzo grande così. Ce lo meritiamo». Il mirino è già posato su Champions e campionato.

Kimberly Hill è una delle certezza di questa squadra. «Abbiamo vinto con il cuore e la grinta, dando tutto quello che avevamo», dice l’americana. «Sono grata di essere parte di questo club. Ora siamo stanche, ma torneremo in Italia con dei bellissimi ricordi e con la fiducia di poter battere chiunque che abbiamo maturato in questi giorni». Vakifbank e Eczacibasi saranno probabilmente anche le squadre da battere in ottica Champions; e ora che sono state superate le pantere possono pensare di affrontarle con qualche certezza in più.

Il capitano Asia Wolosz ne è convinta: «Abbiamo mostrato perché siamo la squadra migliore del mondo. Abbiamo giocato un torneo bellissimo, fin dalla prima partita. Con il Vakif abbiamo fatto un piccolo miracolo, mostrando cuore e carattere. Ora festeggiamo». Ma se le schiacciate di Egonu e i salvataggi di Moki De Gennaro li hanno notati tutti, molto più nascosto è il lavoro che sta dietro ad una rassegna di questo genere: costosa, con difficoltà organizzative, in cui si deve pensare a tutto, dal cibo a rendere meno scomodo il viaggio a giocatrici alte quasi due metri, e far sì che non avvertano troppo fuso e spostamenti.

Coach Santarelli è a questo che pensa per i primi ringraziamenti dopo la vittoria. «Ringrazio lo staff in toto per quello che ha fatto. Perché in questo periodo tutto è stato fatto al massimo per far stare le ragazze nel miglior modo possibile», sono le parole del tecnico. «Se siamo arrivati a questo un grazie particolare va alla società. Torniamo in Italia contenti e ci rimbocchiamo le maniche perché il cammino è ancora lungo. Il match è stato incredibile, con un equilibrio assurdo. Abbiamo sbagliato pochissimo, giocando tre set spettacolari, credo che questo sia accaduto grazie ad un gruppo fantastico ed una società che ha lavorato tanto».

E che in sette anni l’Imoco avrebbe raggiunto un risultato simile non ci credeva nessuno, nemmeno il presidente Piero Garbellotto. «Quando abbiamo fondato la squadra nel 2012, non ci pensava nessuno ad un risultato come questo. Siamo la prima squadra italiana della pallavolo moderna a vincerlo ed è un’emozione indescrivibile. Penso che mezzo mondiale sia stato vinto con quell’incredibile semifinale: è stata una gara unica, della quale non ricordo nulla di ciò che è successo prima della rimonta. Anche oggi abbiamo sofferto nel primo set, dove eravamo nettamente avanti e poi lo abbiamo perso; questo è il volley. Per noi è davvero un grande orgoglio e aver stappato una bottiglia di prosecco Doc in mezzo al campo è una grande soddisfazione».

«È stata una gara sicuramente meno sofferta della precedente», aggiunge il copresidente Pietro Maschio, «ma la posta in palio era altissima e la squadra è stata bravissima. Sono contento per i quattro premi individuali alle nostre giocatrici, tutti meritati in pieno, specialmente quello di Paola. Considero il Vakif ancora la squadra più forte al mondo, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche per capacità organizzativa. Il mondiale è stato ottimo anche dal punto di vista logistico, a parte la distanza: spostamenti, servizi, albergo, ospitalità». —



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