Josè e i suoi ragazzini La Cagnina bomber a quarant’anni fatti

Calcio Treviso. L’autore della doppietta al Tenni potrebbe essere il papà di molti compagni. «Li consiglio volentieri»
Bolognini Treviso calcio treviso-Caldogno in foto la cagnina
Bolognini Treviso calcio treviso-Caldogno in foto la cagnina

Quel cognome un po’ curioso, Josè Maria come nomi di battesimo (un sito anni fa credeva fosse brasiliano…), il fatto di avere 40 anni suonati, la doppietta di domenica: La Cagnina fra i tifosi biancocelesti rischia di diventare, se non lo è già, un autentico idolo. Uno stopper, pardon, un difensore centrale diventato tale solo col passare del tempo, a forza di rinculare sul campo: Josè una volta aveva i capelli, come Piovanelli, e stava 40 metri più avanti, insomma faceva, e bene, il centravanti. Poi 20 metri più indietro, il centrocampista; altri 20 e adesso gioca davanti al portiere. Gli gli manca solo di stare tra i pali, ma non è detto che un lontano giorno, da… vecchio, non ci provi. Con i due rifilati al Caldogno in carriera Josè Maria La Cagnina ha segnato 91 reti: complimenti al fiuto del "Piova" e di Sartori che l‘hanno portato al Tenni. «La categoria mi interessa poco, se ho fatto questa scelta è perché Treviso era e resta una piazza importante, non avrei certo potuto rifiutarla, visto che ho ancora stimoli e voglia di giocare. Ho iniziato nel vivaio dell’Inter, due anni in Eccellenza, due in D, poi fra C1 e C2. Ho vinto qualche campionato, a Pavia, Cremona, Lecco, Crociati Noceto; una carriera soddisfacente, magari potevo fare qualcosa in più. Oggi sono felice di essere arrivato a Treviso e spero di poter dare un buon contributo da qui alla fine dell‘anno».

Tu l’anno scorso eri al Giorgione, ora primo in serie D.

«Sono contento per loro, dopo essere stati ripescati adesso sono in testa. Spero continuino in questa maniera».

Perché hai giocato in tutti quei ruoli così diversi?

«Fino a due anni fa ero seconda punta, a Cremona Roselli mi disse che potevo fare il centrocampista, poi Torresani, mister che ho avuto per 9 anni, mi ha messo in difesa, centrale e terzino. Penso di cavarmela bene ovunque. Sui calci piazzati ogni difensore centrale viene avanti, poi io ho la fortuna di essere stato una punta per cui posso capire meglio di altri dove va a finire la palla. Domenica sono stato bravo e fortunato, il merito è anche di Di Prisco».

Hai compagni di squadra che potrebbero essere tuoi figli.

«È bello giocarci accanto, voglio aiutarli ad essere all’altezza. In Promozione qui ci sono gli ultra, un pubblico che ci segue, uno stadio che ha una storia gloriosa: tutto ciò deve essere uno stimolo, chiaramente non solo per me ma per tutti noi».

La dirigenza cerca una punta: potresti prestarti tu…

«No no, ci penseranno loro. Se viene ben venga: domenica nella ripresa siamo calati fisicamente, adesso dobbiamo rimetterci a posto anche da quel lato. I nuovi acquisti dovranno calarsi in questa realtà, dove bisogna lavorare e soffrire: si corre e si vince in 11».

Domenica con il Cornedo ci regalerai un’altra doppietta?

«Ma dai, l’importante è vincere. E far venire ancora più gente allo stadio: portare a casa la seconda vittoria sarebbe importante, anche per far aumentare l’entusiasmo in questa città che merita un’altra categoria».

Silvano Focarelli

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