Il super team Sei Nazioni Barattin è l’unica azzurra

Rugby. Una grande soddisfazione per il mediano di mischia della nazionale Gioca nel Villorba: «Con la Scozia avremmo dovuto vincere, ora i mondiali»
Bolognini Montebelluna Festa del ciclismo della Marca. Giovanni Ottoni delegato CONI Treviso
Bolognini Montebelluna Festa del ciclismo della Marca. Giovanni Ottoni delegato CONI Treviso

TREVISO. Una sola azzurra nel XV ideale del Sei Nazioni 2017 femminile: la trevigiana Sara Barattin, mediana di mischia oggi a Villorba e capitana della Nazionale.

È il quarto anno di seguito (lo scorso anno c’era anche l’estremo Furlan, trevigiana anch’essa) per le 30enne laureata in scienze motorie, istruttrice di sala pesi, una vita tutta di sport (arrampica pure) amante degli sport estremi. Un premio a una giocatrice che fa delle basi di gioco e della imprevedibilità, manche del fiuto per la meta, le sue caratteristiche principali. E una conferma che quest’anno rende meno amaro, almeno per lei, un torneo amarissimo per le azzurre, rimaste a secco. In una brillante carriera scandita dalla crescita nelle Red Panthers (6 stagioni e 3 scudetti), Casale (7 stagioni) e ora dall’approdo a Villorba.

Cos’è successo, Barattin?

«Credo siamo state condizionate dal non aver lavorato prima, di fatto ci siamo trovate solo a 10 mesi dell’ultima partita del Sei Nazioni 2016 (la Fir ha tagliato su stage e raduni per riassestare il bilancio ndr). La testa era quella dello scorso anno, forse la gambe e l’affiatamento no. Detto questo, con la Scozia avremmo dovuto vincere comunque, lì ci è mancato qualcosa a livello di lucidità e mentalità».

L’Oscar come miglior numero nove del torneo addolcisce la pillola?

«Oddio, sarebbe stato meglio vincere qualche partita sul campo... e se devo essere sincera, forse quest’anno la francese (Yanna Rivoalen, 28 anni ndr) ha fatto meglio di me, è veramente brava. Ma sono anche consapevole che non mi sono mica autovotata, e questo non può che farmi piacere. Come il fatto che è la quarta volta di fila...

Non è che avevate la testa ai mondiali d’agosto in programma in Irlanda?

«Assolutamente no. Erano i nostri due obiettivi per quest’anno ben distinti. E sono convinta che da questa delusione ripartiremo più cariche per i mondiali».

Inghilterra, Spagna e Usa: le ultime due sono alla portata. E i maschietti non hanno mai passato la prima fase.

«Sì, ma guai a pensare di essere già a metà dell’opera. In ogni caso, dobbiamo recuperare lo spirito e la condizione dello scorso anno».

Adesso si concentra sul Villorba, che sta crescendo a vista d’occhio?

«Per la verità mi sono presa un po’ di respiro, sono stati mesi molto intensi. A Villorba c’è futuro, vedo ragazze tostissime, anche quelle nate nel 2001 e del 2002, c’è qualità, e c’è anche tanta quantità, condizioni ideali per crescere. Alleno l’under 12. Poi, a fine stagione, vedremo di affrontare al meglio i mondiali».

Italseven donne. C’è la trevigiana Manuela Furlan, estremo, oggi in Inghilterra, (gioca nell’Aylesford Bulls) nella lista dell’Italseven femminile che giocherà il famoso torneo di qualificazione mondiale a Hong Kong.

Italia Under 18 maschile. Tre trevigiani convocati nell’under 18 maschile di Matta Dolcetto, in vista dei test dell’International Series: Francesco Crisantemo (Tarvisium), Mirco Finotto e Gian Marco Piva (Benetton).

Andrea Passerini

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