Il Samassa non è inviolabile Spinea, una rete di Cendron condanna la Liventina

MOTTA DI LIVENZA. È arrivata la prima sconfitta fra le mura amiche per il Liventina. A distruggere l’inviolabilità dei biancoverdi è lo Spinea con l’aiuto determinante della sfortuna. La partita è stata equilibrata per buona parte dei 90 minuti di gioco. Se nel finale si è assistito a un assedio da parte dei ragazzi di mister Vecchiato, erano stati gli ospiti a giocare meglio nella prima frazione. Il campo ha detto altro, ma non sarebbe stato uno scandalo se questa partita fosse finita 0-0: pochi tiri e valori simili sarebbero state premesse sufficienti per le reti inviolate. Il primo tempo resta equilibrato fino a un soffio dalla fine. Dopo che Urban si è superato togliendo dall’incrocio una palla dalla sinistra deviata due volte dalla difesa, nel recupero un semplice lancio lungo dello Spinea è un cavallo di Troia per i padroni di casa. La palla, tutt’altro che irresistibile, sembra ormai nel possesso del portiere Memo quando accade l’imponderabile: l’estremo difensore scivola, impedisce l’intervento del proprio compagno di squadra e favorisce Cendron, che prende palla, la sistema e clamorosamente porta avanti i suoi, a porta vuota. Nel secondo tempo, qualche buona occasione per parte fino al 72’. È allora che Cendron tira una bordata da lontano che Memo para andando di bagher. La palla si impenna, bacia il palo e resta fuori di un pelo. Otto minuti e il Liventina con Costa spreca davanti a Urban, autore di una straordinaria parata. Dopo due colossali occasioni sprecate dallo Spinea e il palo incredibilmente colpito da Scarpi a un soffio dal triplice fischio, la partita finisce: prima sconfitta biancoverde dopo una striscia positiva che durava dal 13 ottobre. —

Niccolò Budoia

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