Il Paese dei Balocchi e le tavole imbandite

VITTORIO VENETO. Qui siano a Vittorio Veneto, mica in mezzo al deserto. Qui la bici è una religione. E si vede. «La differenza tra qui e il resto d’Italia sta tutta nell'orario», dice un addetto ai lavori, «Alle 10 del mattino, di solito, sul traguardo non c'è un cane. A Vittorio c'è già il mondo».
Nonni con la pipa, giovani mamme con carrozzina e pupo, cicloamatori che si sono appena liberati della divisa da corsa e lavati alla bell’e meglio a una fontanella. Ex campioni, ex gregari, ex dilettanti; mogli, amanti e colf, tutti coscienti di ciò che sta succedendo.
Succede, quando sei in terra di ciclismo. Altro che quelle assolate strade calabre dove il benzinaio ti chiede: «Che state facinn? Giro di cosa? La tenite na coppola?».
Questa è la provincia più ciclistica d’Italia, a Vittorio la prima società di pedalatori è nata nel 1894... E la gente partecipa in mille modi: esci dall'autostrada e ti trovi davanti una mostruosa bici rosa, poi prosegui l'avvicinamento al traguardo e ogni negozio, ogni cortile, ogni slargo è costellato di biciclkette, tricicli, piccole “graziella” d’antan interamente - anche la sella - tinte con lo spray rosa. Dietro l’angolo, a far da contraltare, c’è la vecchia fabbrica di Carnielli, un pezzo di storia industriale e del ciclismo che si sbriciola sotto le intemperie e ormai sembra di veder aggirarsi i fantasmi. Che peccato.
I palloncini "infiorano" balconi, terrazzi, davanzali, cancellate, recinzioni. Qui perfino i bimbi dell'Antoniano si sono industriati a preparare un gigantesco striscione che saluta il Giro. Poi le suore, per non perdere l'occasione, hanno organizzato un banchetto dell’artigianato, si sa mai, qualche anima buona... In sala stampa - inappuntabile, degna dei migliori Giri e Tour _ spunta anche il catering dei ragazzi dell'Alberghiero (e sono giorni di scrutini, per loro: una faticaccia in più per questo istituto d’eccellenza nazionale ...), mentre a qualche centinaio di metri dall'arrivo quelli delle Glorie del ciclismo Triveneto si ritrovano a far mini-bagordo in un recinto tutto rosa a bordo strada, con il pluri-iridato Renato Longo nel ruolo di padrone di casa.
Il sindaco, Toni Da Re, ex ciclista scalatore, in attesa del ballottaggio stringe mani a più non posso, ma non perde di vista i grandi nomi delle due ruote: il bambino che è dentro di lui dà libero sfogo alle voglie covate per anni. Ma è chiaro che se sei sindaco non puoi domandare l'autografo al campione...
La gente scopre il villaggio commerciale al seguito, ovvero il Paese dei Balocchi (omaggi, gadget..., miss), e s'infila negli stand: due banane, una mini lattina di birra al limone della Per..., un cerchio-gioco della Medi.... la borsetta della Pitta....il bicchierino di tè della Est.. il calciobalilla del tonno. i bambini invece, con il cappellino rosso, stanno allo stand della polstrada.
Le centinaia di cartelli appesi qua e là vanno dall’ovvio (solito W IL GIRO), al lecchino (W LA RAI), all’originalissimo (sul tema prosecco ce n’è da sbizzarrirsi). C’è anche chi, nel rettilineo finale, ha messo la nonna in terrazzo, e quando il cielo butta pioggia, invece di farla rientrare le mette un ombrello in mano.
Quando la corsa arriva sulla salita delle Mire, la piazza e viale della Vittoria sono già traboccanti di gente.
Il miracolo delle colline del Prosecco, rimandato dai maxischermi, è davvero un verdissimo ipnotismo. Il verde è punteggiato da tantissima gente arrampicatasi tra i filari di viti. Tanta da sembrare una interminabile siepe fiorita.
La gente spera nell’acuto di un volto noto: un trevigiano, almeno un veneto. Lì davanti ce ne sono 5. Ma i profeti in patria sono una rarità anche nel ciclismo e pure Oscar Gatto, tradito da un guaio meccanico, perde l’occasione d’oro.
La gente del ciclismo è però specialissima: il campanilismo non vale, se la battaglia diverte. Buoni tutti, purché abbiano coraggio e gambe.
E quando vedono passare i fuggitivi, i tifosi locali non si risparmiano. S’alzano ben cointenti dai tavolini (quelli da pic nic piazzati in mezzo ai prati e a bordo strada, dove s’è pranzato e ... molto più, intemperanze incluse) e urlano i loro incitamenti. Avanzano fiato anche per il gruppo, che passa quando i primi sono già passati sotto il traguardo. E un po’ di pioggia non spaventa nessuno, anche se l’acqua allunga il vino... (af)
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