Il Gennaro furioso «Il Treviso ha guai ma merita rispetto»

Calcio Lega Pro 1: il neo allenatore Ruotolo e lo 0-2 di Pavia «Decisioni assurde contro di noi, partita condizionata»
pavia treviso ruotolo
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Gennarino Ruotolo non lascia ma raddoppia: il giorno dopo il nerissimo debutto a Pavia sulla panca del Treviso, con espulsione sua e di Rosaia, rigore contro e due reti annullate, non nega le dichiarazioni di fuoco rilasciate a caldo ("se ci vogliono già retrocessi ce lo dicano", oggi sapremo cosa ne pensa il giudice sportivo), anzi fornisce ulteriori dettagli.

«Tutti, io, squadra, società,in settimana facciamo dei sacrifici per fare, la domenica, una buona prestazione. Poi vai in campo, vedi certe cose che ti fanno riflettere e ti chiedi: perché dev’essere così? Sta qui la mia rabbia, la mia delusione. Gli episodi ci possono essere, è il modo in cui sono stati gestiti che non mi va. Come si fa ad ammonire due volte in tre minuti un giocatore (Rosaia, ndr)? La prima ci poteva pure stare ma, la seconda, fallo di mano con il braccio attaccato al corpo: che cavolo poteva fare?».

E la sua espulsione? «Ma quali proteste, stavo solo richiamando l’attenzione di Cernuto. L’arbitro mi ha detto: hai urlato troppo; e che dovevo sussurrare a uno che è lontano? Io la partita la devo vivere, io sono in campo con la squadra. Se non lo posso fare allora che ce lo dicano cosa dobbiamo fare, dobbiamo prendere le mazzate e starcene zitti? Ma non l’hanno capito che il Treviso non vuole retrocedere, anzi investire per magari vincere il campionato?».

Lei è davvero convinto che vi vogliano affossare? «Allora: lo stesso fallo di mano che è costato il giallo a Rosaia l’ha poi fatto Cesca, senza ammonizione. Sono queste le cose che non capisco. Come il rigore, quel fallo di mano di Esposito era involontario, e vorrei rivedere anche la seconda rete non concessa. La nostra prima mezzora è stata straordinaria, ci siamo mossi bene, poi l’espulsione ha condizionato tutto. Guardate: vorrei mostrare le partite agli arbitri, per come si comportano e per le cose che fanno. Forse riguardandosi potrebbero migliorare, e lo dico con il massimo rispetto».

Non sarà mica tutta colpa dell’arbitro, vero mister? «Chiaro che no, abbiamo commesso degli errori: un avversario non può dribblare tre giocatori in area e segnare, non esiste. Ma neanche Maradona. Per carità, il Pavia sarà pure più bravo di noi, ma non possiamo subire in quel modo: bisogna essere più attenti, più concentrati. E soprattutto crescere di personalità».

Ed anche rafforzarvi. «Prima di firmare ho detto: questo Treviso va aggiustato, aiutato, completato. Se lo faremo ci toglieremo delle soddisfazioni. Dicono che siamo una squadra giovane: vero, quindi i ragazzini vanno affiancati da qualcuno esperto. Così possono migliorare: i giovani e, con loro, tutto il Treviso».

Silvano Focarelli

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