Il 17 porta fortuna, ok pubblico e tornano le curve di Piccolotto
SCORZè
Quando chiedi a Daniele Codato se è contento, il sorriso precede la risposta: «Super contento». Non potrebbe essere altrimenti. La Scorzè Corse di cui è presidente ha fatto ripartire i rally del Triveneto con una gara organizzata a puntino, ricca di novità e potenziali problematiche disinnescate sul nascere. La prima fra tutte è stata il pubblico, quello che non poteva entrare nei riordini e nei parchi assistenza (e così è stato) e che si sapeva sarebbe stato un problema gestire nelle prove speciali. Gente in prove ce n’era, ovvio. Ma situazioni pericolose non se ne sono viste: «Siamo felici perché le incognite erano tante. Le istituzioni ci hanno dato una mano, riconoscendo come l’organizzazione del Rally di Scorzè sia sempre stata all’altezza», sottolinea Codato ora che l’edizione numero 17 del rally ha sfatato il mito di scalogna che aleggia su quel numero. «Avere 90 vetture moderne e 13 storiche non è poca cosa» continua Codato «E il fatto che abbia vinto Alessandro Battaglin è una soddisfazione in più: che un mostro sacro venga a correre la nostra gara ci riempie di orgoglio». Le novità sono state apprezzate: la parte nuova della prova di Noale ha fatto schizzare verso l’alto le medie della prova e della gara, ma l’aver riportato in gara le curve ormai ribattezzate “di Piccolotto” è stato un colpo che ha strappato un sorriso a più di qualcuno, dopo tanti anni di assenza di un passaggio celeberrimo. E anche i nuovi due chilometri aggiunti alla prova del Fassinaro, così veloci e stretti, sono stati apprezzati da molti. ––
N. B.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








