I tifosi fanno la gara degli striscioni

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Bolognini Refrontolo aspettando il passaggio del Giro D'Italia
Bolognini Refrontolo aspettando il passaggio del Giro D'Italia

Sono piccoli grandi fuochi di passione, quelli che si incontrano nelle strade del Giro. Fuochi che neppure la pioggia può spegnere. Quella passione che dopo aver comunque animato la tappa Longarone – Treviso, è pronta a far risuonare il suo rimbombo anche per l'ultimo stage della Corsa Rosa, Riese Pio X-Brescia. L'appuntamento, attesissimo, è per domenica 26 maggio, con il via alle 11.40. Dopo la partenza, i girini passeranno per Loria, Poggiana e Castello di Godego. Anche qui si aspetta l'applauso della gente. Come quella che giovedì pomeriggio ha colorato le vie trevigiane del Giro. Come un ritmo che sale, piano piano, sempre più intenso, fino al traguardo. Da Nove quello rosa è stato un enorme serpentone, fatto di striscioni, coccarde, palloncini, fiocchi. Tutti rose. Al massimo tricolori. Il Giro è il Giro, con la sua storia, la sua tradizione popolare. Un tour dell’Italia in 20 giorni. Sulle vie si affacciano non solo i grandi appassionati, come i tifosi di Oscar Gatto che arrampicano sul Montello nonostante il tempo. Come sul Muro di Ca' del Poggio, arena naturale per le due ruote. Percorrere la tappa prima dei corridori è come viaggiare tra i vari umori del tifo. A R efrontolo alcuni punti sono di un rosa intenso, mentre a Pieve “Gli artiglieri salutano il Giro d'Italia”. Proprio nel solighese c'è chi, come un panificio, ha ben pensato, visto il maltempo, di riempire, letteralmente, la vetrina di palloncini rosa. C'è chi, come Lucia, si attrezza con tanto di ombrello, rosa ovviamente, e va a cambiare i palloncini sgonfiati. «Il Giro è il Giro, pioggia o non pioggia, io esco a incitare i corridori», riferisce imperterrita. A Sernaglia anche “Gli Alpini salutano il Giro”, come pure a Moriago, dove anche la scuola Materna Antonia Troiani si veste di rosa. E poi ecco il tifo per gli idoli locali con “Grande Franco Pellizotti”. E poi via via, chilometro dopo chilometro, il pulsare del tifo sale. Una carrozzeria dipinge di rosa una macchina, poco più in là è il torno di un trattore. E a Vidor il percorso è “segnalato” dalle damigiane di vino colorate di rosa. Per il trevigiano il ciclismo è un must, tanto che c'è “il ristoro solo per gli amanti del Giro”. A Pederobba sono tutti i cittadini a salutare il Giro e tra questi la signora Maria che spera nella vittoria di Oscar Gatto. La frenesia sale, l'allestimento procede incessante nonostante il tempo. Gli striscioni volati via vengono risistemati. La Marca aspetta il Giro da tanto e con tanto entusiasmo che non sarà la pioggia a smorzarne il tifo rosa, almeno quello degli irriducibili. E così vie, angoli, cuori e sentimenti pulsano di rosa.

Salima Barzanti

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