Giro, un atleta su otto ha vestito la divisa dei team trevigiani

Alcuni sono della Marca, altri hanno solo militato in squadre dilettantistiche nostrane. Da Battaglin a Scarponi a Gatto
Italian cyclist Enrico Battaglin of the Bardiani sprints to win the forth stage of the 96th Giro d'Italia cycling race from Policastro Bussentino to San Serra Bruno, 7 May 2013. ANSA/LUCA ZENNARO
Italian cyclist Enrico Battaglin of the Bardiani sprints to win the forth stage of the 96th Giro d'Italia cycling race from Policastro Bussentino to San Serra Bruno, 7 May 2013. ANSA/LUCA ZENNARO

Sono 28 su 206. Un corridore ogni 8, tra quelli che partecipano al Giro d’Italia che si avvicina a Treviso, ha militato e si è rivelato con le squadre dilettantistiche trevigiane.

Non male, tenendo conto che le Province italiane sono 117. Naturalmente si tratta di corridori che provengono da varie parti d’Italia (e non solo), ma che hanno fatto la gavetta nella Marca, sotto gli ordini di direttori sportivi o team manager trevigiani.

L’elenco? In ordine di numero di gara, si tratta di: Pozzovivo e Belletti della Ag2r,Pellizotti e Sella dell’Androni, ModoloBattaglin, Boem, Bongiorno, Canola, Colbrelli e Pirazzi della Bardiani, Oss della Bmc, Dall’Antonia e LongoBorghini e VIviani della Cannondale, Fisher della FdJ, Scarponi, Cattaneo, Ferrari, Pietropolli, Trentin dell’Omega, Nizzolo della Radioshak, Boaro della Saxo Tinkoff, Chicchi e Gatto della Vini Fantini.

Una bella imbarcata, non c’è che dire, anche perchè, vista la varietà di propensioni, ci si potrebbero fare tre squadre, o due più riserve. E per due squadre ci sono anche due direttori sportivi che sono ex delle squadre trevigiane: Baldato (Bmc) e Zanatta (Cannondale). Ci sarebbe poi da andare a spulciare nell’esercito dei massaggiatori e meccanici, ma diventerebbe un esercizio alessandrino, un po’ complicato da elencare insomma.

Torniamo ai “nostri”. Domenico Pozzovivo di Policoro era della Fior, mentre il suo collega cesenate Manuel Belletti ha portato i colori della Trevigiani. Fu della Trevigiani e prima ancora della Rinascita Ormelle il bibionese Franco Pellizotti, prima di diventare trevigiano... per matrimonio.

Vicentino invece, ed ex Zalf Fior, Emanuele Sella.

Ma il caso più clamoroso è costituito dalla Bardiani Csf, squadra composta per sette noni da ex corridori della Zalf Fio. Al trevigiano Sacha Modolo, vanno aggiunti il vicentinovincitore della tappa di martedì Enrico Battaglin, il sandonatese Nicola Boem, il calabrese Manuel Bongiorno, il vicentino Marco Canola (che ha rischiato di vincere ieri), il bresciano Sonny Colbrelli e il frusinate Stefano Pirazzi. Nella Bmc, a casa lo sfortunato castellano Ballan, resta un altro ex Zalf Fior Daniel Oss, chemilitava lo scorso anno in Liquigas. La squadra quest’anno si chiama Cannondale e ha portato al Giro il trevigiano Tiziano Dall’Antonia e l’ossolano Paolo Longo Borghini, entrambi ex Fior, nonchè il veronese Elia Viviani, che invece è uno dei prodotti della Marchiol, squadra trevigiana più giovane delle due corazzate Fior e Trevigiani.

È invece un ex Ima Spercenigo Murilo Fisher, il brasiliano che difende i colori della Francaise des Jeux. Nella Lampre la pattuglia “trevigiana” è sempre stata presente. Quest’anno contiamo al Giro il marchigiano Michele Scarponi detto l’Aquila di Filottrano, maritato con una coneglianese, che, insieme al collega veronese Daniele Pietropolli, è stato uno zalfino doc. Hanno militato per la gloriosa Trevigiani il bresciano Roberto Ferrari, famoso per aver litigato con Cavendish dopo averlo steso in volata, e Mattia Cattaneo, comasco di Rovellasca. Trentino di nome e di fatto, poi, Matteo Trentin di Borgo Valsugana, patria della Coppa d’Oro: ha militato nel Team Brilla. Era della Trevigiani, poi, il lombardo Giacomo Nizzolo, mentre portava i colori della Fior il trevigiano “di Pemontana”
Manuele Boarodi San Zenone degli Ezzelini. Altro ex della Zalf Fior è Oscar Gatto di Caselle di Altivole, che al Giro ha già vinto una tappa tre anni fa. Vengono invece dalla scuola della Unione Ciclisti Trevigiani il brasiliano di chiarissime origini nostrane Rafael Andriato, in fuga anche ieri, e il toscano Francesco Chicchi, ex campione del mondo dilettanti nel 2002, velocista di grande fisico e ottimo istinto.

Insomma, c’è un pattuglione di atleti, in questo giro, che il giorno 16 potrà cercare tutte le scuse per non aver fatto bella figura, ma certo non potrà dire di non conoscere le strade che è andato a percorrere. Molti di questi atleti sono trevigiani, altri comunque sono stati pupilli della tifoseria di Marca. Sarà un bel tornare.

Argomenti:giro d'italia

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso